Non riesco ancora a crederci, forse sarebbe meglio dire che non pensavo fosse così facile decidere e partire, ho impiegato così tanti anni, è vero che non è che nell’attesa io mi sia girata i pollici, ho comunque lavorato, lavori che mi sono anche piaciuti parecchi, ma quando mi capitava di sognare ad occhi aperti sulla possibilità di andarmene, credevo che sarebbe rimasta tale. Cosa mi ha spinto a decidere? Il bisogno di cominciare un’altra me, fuori da qui, cambiare pelle, come i serpenti, è una spiegazione difficile da dare, possi dire che sicuramente c’è il bisogno di cambiare aria, di provare a vivere altrove e soprattutto provare a vedere come cambiano le cose. Sono sempre stata dell’idea che nel momento stesso in cui si sente una spinta dentro per rivoluzionare l’ordine delle cose, è giusto o sarebbe giusto sempre dare retta a quella vocina, probabilmente è giunto il momento di cambiare sul serio, di provare a noi stessi quanto siamo in grado di badare a noi, quanto questi cambiamenti siano necessari. I treni passano sempre una volta sola e bisognerebbe sempre prenderli, senza pensarci troppo sopra, solo che non sempre è così, ci sono legami, ci sono impegni che spesso impediscono questo. Probabilmente se fossi ancora in Senato, non mi sarei mai staccata, forse avrei continuato a sognare ad occhi aperti la mia vita in un altro posto, me per fortuna (egoisticamente per me) non è così e dopo anni di "sì lo faccio, sì stavolta prenoto la sola andata", questa volta è stato tutto più semplice, sicuramente molta di questa facilità è dettata dal fatto che non sarò sola, forse se avessi dovuto affrontarlo da sola ci avrei pensato ancora su. 10 anni sono tanti, sono forse anche pochi, ma sono un tempo giusto, giusto per la maturità acquisita, giusto perchè ancora libera da legami, giusto perchè sono ancora giovane e sinceramente giusto perchè so che i miei mi aiuteranno, ma sono io a non volere il loro aiuto. In 28 anni e negli ultimi 3 anni sono successe tantissime cose, ho perso per sempre degli amici, ho perso le persone più importanti nella mia vita, ho visto morire persone che avrebbero potuto dare ancora molto e molto di più, che meritavano più tempo, ho pensato che potrebbero aver avuto dei rimpianti, per qualcosa di non finito, per qualcosa che non è stato portato a termine; guardando indietro la mia strada ha dei tratti che sono ceduti e che non sono stata in grado di sistemare, perchè proprio non ne avevo le forze, ci sono pezzi della mia strada che sono solidissimi, altri sui quali devo rimettere le mani. Non mi spaventa stare da sola, non mi spaventano i momenti di incertezza e tristezza che incontrerò…quando ne sentirò il bisogno piangerò perchè non c’è modo migliore per lavare l’anima…poi tornerò a sorridere…e sarò ancora più forte come sempre è stato e come sempre sarà. Potevo scegliere il 7 gennaio per partire, il 7 è il mio numero, ma l’8 è il doppio dei componenti della mia famiglia, è sinuoso nel delinearsi si incontra e si chiude su se stesso, pensandoci bene alla fine è il numero del mio primo giorno di vita…l’8 dicembre del 77 avevo 1 giorno di vita; l’8 gennaio del 2007 avrò un giorno di vita nuova ancora!

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