Le favole al telefono

Le favole al telofono, era ma è tuttora un libro di favole per bambini, di Gianni Rodari, ma era il libro di letture di mio fratello, non ricordo se dalle suore o alle elementari, dove campeggiavano tanti "bravo, bravissimo" in lettura. Era il mio libro preferito, prima di saper leggere e dopo. La mia favola preferita era la casa di gelato, perchè sempre stata golosa, il menù extraterrestre. Semplici, corte, con una loro morale, belle. Mamma me le leggeva la sera quando ero al letto, o quando andavo nel suo, è stato il primo libro di favole, abbiamo ancora il libro, le pagine ingiallite, le orecchie per le favole che piu mi piacevano, e tanti ricordi. Così oggi visto che sono io ad essere lontana, racconto una favola al telefono, la mia preferita, per la mia golosità.

Il Palazzo di Gelato

Una volta, a Bologna fecero un palazzo di gelato proprio in Piazza Maggiore, e i bambini venivano da lontano a dargli una leccatina. Il tetto era di panna montata. Il fumo dei comignoli di zucchero filato, i comignoli di frutta candita. Tutto il resto era di gelato: le porte di gelato, i muri di gelato, i mobili di gelato. Un bambino piccolissimo si era attaccato ad un tavolo e gli leccò le zampe una per una, fin che il tavolo gli crollò addosso con tutti i piatti, e i piatti erano di gelato al cioccolato,il più buono. Una guardia del Comune, ad un certo punto, si accorse che una finestra si scioglieva. I vetri erano di gelato alla fragola, e si squagliavano in rivoletti rosa. "Presto!" gridò la guardia. "Più presto ancora". E tutti giù a leccare più presto, per non lasciare andare perduta una sola goccia di quel capolavoro. "Una poltrona!" implorava una vecchiettina che non riusciva a farsi largo fra la folla."Una poltrona per una povera vecchia. Chi me la porta? Coi braccioli, se é possibile". Un generoso pompiere corse a prenderle una poltrona di gelato alla crema e pistacchio, e la povera vecchietta, tutta beata, cominciò a leccarla proprio dai braccioli. Fu un gran giorno, quello e per ordine dei dottori nessuno ebbe il mal di pancia. Ancora adesso, quando i bambini chiedono un altro gelato, i genitori sospirano: " Eh, già, per te ce ne vorrebbe un palazzo intero, come quello di Bologna."

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