"Presto fu tardi nella mia vita, a diciotto anni era già troppo tardi. A diciotto anni sono invecchiata, è stato un invecchiamento brutale, l’ho visto impossessarsi dei miei lineamenti uno a uno, alterare il rapporto che c’era tra di loro, rendere gli occhi più grandi, lo sguardo più triste, la bocca più netta, incidere sulla fronte fenditure profonde. Invece di esserne spaventata, ho assistito a quest’invecchiamento con lo stesso interesse che avrei potuto prestare allo svolgersi di una lettura.. Quel nuovo viso si è mantenuto così, è diventato il mio viso. Certo, è invecchiato ancora, ma relativamente meno di quel che avrebbe dovuto. È un viso lacerato da rughe nette e profonde, con la pelle screpolata. Non ha ceduto come certi volti dai lineamenti minuti, ha mantenuto gli stessi contorni, ma la materia di cui è fatto è andata distrutta. Ho un viso distrutto.
Dunque, ho quindici anni e mezzo.
Un traghetto attraversa il Mekong…L’immagine dura per tutto l’attraversamento del fiume…
Ho quindici anni e mezzo, non ci sono stagioni in questi paesi, il clima è sempre uguale, afoso, monotono, siamo in quella fascia calda della terra che non ha primavere, non ha risvegli…"

L’inizio di uno dei libri più belli, uno dei mie primi acquisti, che in un’altra epoca sarebbe stato all’indice e che è stato da me comprato quando ancora ero adolescente, inguattato tra altri libri, perchè bhò forse temevo diciamo così "le ire materne". Un film poi ad alto contenuto erotico, di quelli che fece scandalo, di quelli che dava fastidio, ovviamento visto quando ero molto più che quattordicenne, per conto mio. Adoro questo film, adoro il libro. La voce narrante di lei ormai anziana, che fuma comunque, questa voce roca e calda, che ricorda ancora come fosse ieri, che ne scrive, che probabilmente ancora ama. Odori, colori di un’Indocina che non c’è più. Saigon; un amore che non può andare, una storia che vede una ragazzina bianca essere vittima di, mettiamola così pregiudizio, perchè non cinese, perchè povera, perchè proveniente da una famiglia scombussolata e dissestata, che gioca con i sentimenti, che se ne pentirà e che in qualche modo vivrà con il ricordo per tutto il resto della sua vita. Lui ne è innamorato, lei preferisce di no, preferisce che lui faccia con lei quello che fa con le altre eventuali amanti. Ancora ricordo quando comprai il libro, della collana Economici Feltrinelli, bianco, con il viso in bianco e nero di una giovane donna, il titolo in rosa. Ne lessi le prime pagine in libreria, con uno strano senso di pudore. Nelle mie mani rigiravo "L’amante" della Marguerite Duras!

Advertisements