Venerdì mattina, dopo essermi alzata, lavata, vestita, preso il caffè, preparate tutte le mie cianfrusaglie, preso il mio libro mi misi bella e buona in attesa del bus, il 100; prima o poi apparirà la Zanicchi, arriva, hello mate, good morning sweetie, soliti rituali mattutini, direzione Camber Sand. 
Tappa a Rye, sigarettina di rito con espresso che è mezzo bicchiere, si sa qui i mormoni di Jempson lo fanno luungo, aiuto "l’autiere" bus driver, a pulirsi  la camicia dietro le spalle che i gabbiani lo avevano battezzato secondo il loro rito di "super cacca volante", riprendo la mia borsa e il libro e mi risiedo suelle comode sedute, simil vellutino acrilico a quadrettini blue, rossi arancio, come i colori della Stagecoach. L’autiere parte e guida, nelle stradine di Rye e poi in mezzo alla campagna, fatta di campi da golf, di pecore con il muso brutto, di splendidi cavalli, due bianchi e uno pezzato, che son lucidi e con le code messe in piega, passa la cancellata "Camber Sands", passa l’entrata secondaria di Pontins – leggasi Auschwitz – suono per la fermata successiva. Scendo, mi avvio, a metà strada un dolcissimo "ma porca troia" mi ricorda che essendo la mia borsa leggera, significa che ho lasciato il libro sul bus. Ok non lo avevo pagato niente, perchè preso in stazione all’angolino scambi, ma vacca zozza, lo stavo leggendo. Mi avvio mesta e incazzosa al lavoro, sperando di ritrovare lo stesso autiere al ritorno. Culo vuole che lo ritrovi e quando mi vede mi dice "hey you come here" e io gli sorrido e gli dico hai trovato il mio libro? dimmi che hai tu il mio libro. Yes I’ve got your book, you were the only one on the bus…e io chi altro vuoi che prenda il bus delle 7! Autiere io ti adoro, con il caiser che se fossi stata a Roma, avrei ritrovato stesso autiere e soprattutto il libro, che io a sti beni materiali ma futili mi ci lego e mi dispiaccio, e poi volevo vedere come finiva "Le mogli di Bath" altro bel posticino per vivere.

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