Come to me now
And lay your hands over me
Even if it’s a lie
Say it will be alright
And I shall believe
I’m broken in two
And I know you’re on to me
That I only come home
When I’m so all alone
But I do believe

Gatwick 00.16

E alla fine ho deciso di partire, un pò perchè lo avevo in mente già da parecchio, un pò perchè devo staccare da Dave. Penso che male così non ci stavo da quando è morto mio nonno, due dolori diversi, ovviamente, ma due dolori non affatto facili. Parlavamo di andare a Roma insieme, vuoi perchè non c’è mai stato, vuoi perchè non voleva mollarmi, poi però lo ha fatto. Il bello è che adesso sta tornando sui suoi passi, il problema è quanto però voglio tornare io sui miei di passi, dopo il black out che la sua decisione ha creato in me? Dal 19 agosto ad oggi sono 18 giorni, 432 ore che mi chiedo, per quale motivo.Poi il motivo lo so, mi viene da ridere perchè adesso lui torna indietro, rifà la strada a ritroso, mi dice sono stato egoista, mi sono lasciato con la stronza inglese di turno, fatto sta però che io per 2 settimane sono stata un’altra, una persona che non avevo mai visto prima, completamente inebetita e assorta e per i cazzi miei. Non c’era modo di stare a casa, non c’era modo di stare ferma, camminare e camminare era l’unica cosa che mi distoglieva vagamente dal dolore che provavo e che provo. Non c’era fame che mi fermasse dal provare il dolore, c’erano solo caffè e sigarette, anche ora. Adesso credo ci sia il risentimento, il sapere che per 3 settimane lui è stato con un altra persona, con la quale ha fatto le cose che faceva con me, camminato nei posti dove si andava insieme, abbracciata e baciata come faceva con me e allora mi chiedo? Il tradimento non è come un osso fratturato che ricresce più forte di prima, è una malattia che distrugge tutto, tutto quello che era stato creato prima. Non resta altro che sospetto anche quando il dolore passa, la fiducia è andata per sempre. Il lavoro di ricostruzione è duro, ti chiedi se ne vale la pena, ti sfiora ogni istante il sospetto che potrebbe rifarlo, diventi scema e allora la conclusione sarebbe lasciare perdere. Soddisfarsi solamente perchè hai già scoperto, si è reso conto della cazzata fatta, si è reso conto che tu non sei una povera stronza inglese, che al motto del "move on" passa dal dolore di una perdita ad una storia nuova. E’ una questione di emozioni, mi dice una persona, è una questione di cultura mi dico io, è una questione di cervello, che manca perchè bhò manca.La sua famglia, il suo migliore amico gli hanno chiesto perchè. 6 mesi con una persona non sono tanti, per molti, ma fanno parte di metà di 1 anno, che è stato difficile, che ti ha trovato in un posto che non è casa tua, che veniva dopo mesi in cui avresti preferito sbattere la testa al muro e mandare tutti a cagare, perchè stavi male, ma troppo orgoliosa per dirlo, troppo per ammettere che ti mancava come l’aria la tua vita di prima, che avevi commesso un errore enorme, ma ormai eri in ballo e dovevi ballare e se c’è una cosa che non fai mai è scappare. A costo di massacrarti, ma piuttosto che ammettere una sconfitta arrivi fino alla fine, poi come ci arrivi, in che stato ti sei ridotta non te ne frega niente, l’importante è armarsi per bene sopravvivere, sempre, comunque in barba a tutto e tutti. 6 mesi in cui si parlava, si progettava, nonostante la reazione allergica ai progetti, nonostante fossi stata all’inizio la parte insicura, quella che diceva "non pianificare, non amo chi mi pianifica la vita", poi però ho lasciato spazio a quello che molti prima di me, e anche adesso fanno, "lasciarsi andare" io non lo faccio con facilità, ho smesso di farlo a 14 anni, in un centro estivo. Ho smesso, poi ci ho riprovato, e poi ho deciso che vivere la metà è meglio del 100% ti salva da tutto quello che sto provando adesso. E lo sapevi, lo sapevi prima che avvenisse che alla fine a rimetterci le penne saresti stata tu, ma…arrivare alla fine sempre e comunque. E ora? Ora che cosa resta. A parte il cratere emozionale, a parte il dolore e i ricordi e tutto intorno a te, e la sua voce, e il dormire insieme, svegliarsi accanto a qualcuno che nonostante le cazzate, comunque sapeva farti sorridere in tanti modi diversi, ti ha chiamato prima perchè lo sa che parti, ti ha detto quello che avrebbe dovuto fare settimane fa, e tu sei qui che pensi, sto via per 10 giorni, che passeranno come la settimana che ti ha separato dal rientro a casa, e quando rientrerai….sentirai ancora l’urgente bisogno di vederlo?, la tentazione quando siete vicini di abbracciarvi come giovedì scorso…un urgenza come per paura di lasciar passare un attimo che in un abbraccio racchiudeva le parole non dette. Sei pronta Serena ha riprenderlo, a ricominciare eventualmente, a perdonare e dimenticare? Perdonare e dimenticare, ne sono capace? Ne sarò capace!!? In questi 10 giorni lui può fare come gli pare nuovamente, ripensarci di nuovo….ma l’unica differenza sta nel fatto che ormai il dolore l ho già provato, se dovesse essere lui a ripensarci definitivamente…non perdo niente di nuovo, non sentirò la botta a 400kh, non mi ripiegherò nuovamente su me stessa, non sarò lo zombie che sono stata, non ci saranno nuove lacrime, altre mattine passate seduta a guardare l’oceano, o a camminare in salita e perdermi in Alexandra Park, lotana da tutti, lontana da sguardi da domande, da eventuali consolazioni…parole di troppo, non sbagliate, ma cose che non vuoi sentire, perchè il male che provi è solo tuo e fino a che non lo hai digerito non ne verrai fuori. E’uno specchio adesso, un’immagine speculativa ma che come in una magia ora va al contrario, come l’acqua che sale invece di scendere. E’ questa isola, questo vento, perchè è così dificile pensare prima di agire, perchè quando decidi di tradire qulacuno devi essere consapevole, del male, del dolore che provochi. Non si può fare quando dici di amare qualcuno non è così che funziona porca troia!

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