Dai lustrini alla realtà

Ieri sera ci siamo guardati tutti insieme, come dei bravi bambini, il patinato, colorato, pieno di finti problemi, vestiti stupefacenti e altrettante scarpe che ti fanno venire il capogiro se soffri di questa malattia,  Sex and the City, il film che non vidi al cinema, perchè non ho avuto tempo, perchè non ho trovato la compagnia adatta…ma qui l’uscita di un dvd non è al meno tanto lunga. Mi è piaciuto perchè malata della serie,quindi rivederle nuovamente m ha fatto piacere. Il film ti lascia per un ora e qualcosa nel mondo del super tutto, super case, super conti bancari, super vestiti e quindi ti trastulli e ti assenti dal quella che è la realtà. Tant’è che poi siamo passati a Mary full of Grace, e non aggiungerei altro, chi conosce il film sa bene di cosa parlo. Lontano anni luce dai lustrini e dai problemi di origine idiota, ci si ritrova in Colombia, cittadina piccola, vita sociale scarsa, lavoro poco e malpagato, vige ancora il dover, se vuoi, chinare la testa e chiedere scusa. Ma questo anche nella realtà europea se vuoi tenerti stretto il tuo lavoro anche se di merda, ma perchè hai i "bills" come dicono qui da pagare a fine mese, mandi giù, e sopravvivi. Non è obbligatorio, dipende dalle situazioni personali. Fatto sta che Maria finisce per fare la "mula", viaggiando da Bogotà sino a New York,  con qulache rotolo di coca in pancia e anche una gravidanza, che almeno la tiene fuori dai RX in aeroporto e si salva. E’ un susseguirsi di immagini non belle, di una realtà che ti spinge, se non hai se sei ancora oggi "povero" ha fare scelte che sai possono costarti la liberà e la vita, queste ragazze che per sopravvivere e avere soldi facili ingoiano ovuli di coca, se ti va bene ok, ma se ti si rompe l’ovulo muori senza tanti complimenti, e in atroce dolore. Lei Maria è una 17nne cazzuta e mi piace, ribelle ma con un senso di protezione verso la famiglia anche se non le va giù di dover lavorare, per mantenere una sorella che se n’è andata da casa con il bambino piccolo. Un susseguirsi di immagini, di colori, di tristezza e smarrimento, ma che ti fa tornare sulla terra velocemente, lasciando le quattro ragazze sciccose e su invidiabili macchine e comodi divani, lontane anni luce da tutto, facendoti vedere SATC per quel che è frivolo, ma serve anche questo, altrimenti sarebbe da piangere!

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