Autunno inglese: colori brillanti, profumo di erba bagnata, il tuo sorriso il mio.

L’estate fatta di pioggie e tempo invernale, ha lasciato il posto ad un settembre fresco sì, ma con il sole, regalando giornate che sarebbero dovute appartenere da calendario ai mesi precedenti, ma che qui in UK si sà, non hanno molto senso. Quando sono partita l’8 settembre per tornare a casa, dimentica del giorno dell’armistizio, realizzandolo solamente guardando il caro e amato TGR su rai 3, ho pensato che in fondo la data non era sbagliata, era giusta. Io firmavo il mio personale armistizio, lontano dalla terra di mezzo, lontana dai maorsi che accompagnano le mie giornate per gran parte dell’anno, lontano da quell’inverno che era diventato un ghiacciaio in poche settimane. Roma mi ha accolta con il sole, con il calore, con tutto quello che mi appartiene, ero certa che il sole mi avrebbe guarita, che Roma e i suoi misteri, i vicoletti del centro, al cupola vicino casa, mi avrebbero dato la scossa di assestamento. E lentamente sono rinata, sapevo partendo che il sole sarebbe tornato. Ora mi ritrovo qui, dove la mattina il freddo punge e si fanno già le nuvolette da quanto fa freschino, in attesa del bus. Questo sole enorme arancione, che tinge di rosa e arancio il cileo, che ti risveglia e ti scalda, che ti mette il sorriso…questo sole autunnale, direi, è la cosa che più mi rallegra adesso. La mattina l’odore pungente dell’erba bagnata, brucia un pochino, ma poi ne respiro a pieni polmoni, e la giornata inizia. E’ iniziato un periodo nuovo, fatto di cose vecchie, fatto di ritorni, di strane sensazioni, di paure perchè non del tutto abbandonato e soprattutto dimenticato, ma fatto anche di quello che più ho bisogno e volevo, star bene. E’ una condizione mentale in primis, è l’insieme delle piccole cose, degli amici, di cose che si sono perse per sempre,di altre che sono tornate in altra forma. Sorridere è facile, è banale lo so, ma non è sempre possibile. Lo stato di abbandono passa, si trasforma, si pensava di non esser in grado di far fronte a tutto, di perdonare e dimenticare. Dimenticare credo sia difficile io non dimentico neanche le cose passate da secoli, perdonare è un lavoraccio, ci si prova, per vedere se si è davvero in grado, perchè una volta avresti chiuso la porta e basta, e forse sarebbe meglio così, continuare in questo modo…però c’è una certa stanchezza e voglia di vedere se davvero vale la pena provare di nuovo. Il sorriso è in tutto negli occhi, nello stato d’animo, sulle labbra e soprattutto nella testa! Sorridiamo nuovamente forse è la prospettiva migliore!

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