Londra, Londra se non ci vivi la sogni e la immagini e spesso ti disperi perchè vorresti essere nato lì o viverci. In effetti non è un malo pensiero, è una filosofia che accomuna molti giovani di allora e anche di adesso. Sono i punti di vista ad essere diversi, i sogni, le argomentazioni che ti hanno spinto a viaggiare ed eventualmente a trasfeririti. Ora io non vivo a Londra, vivo a 2 ore dalla capitale del tutto è possibile, forse è meglio dire una volta tutto era possibile, prima del credit crunch, ma anche se devi tirare il collo un pochino di più anche adesso è ancora una "certezza".
Sicuramente è una scatola magica, che ti sorprende ad ogni angolo, ad ogni meta conosciuta dai molti, quelle che trovi scritte sulle guide turistiche. E’ sempre piena di gente, di turisti non dorme mai, se prendi da Picadilly Circus la strada che costeggia la nuova Barclays bank, te ne vai verso Carnaby street, ma se ti sbagli o volontariamente invece di girare a sinistra vai ancora dritto ti ritrovi in quel di Soho, e i famosi Sexy shop, che detto internos vanno visti, perchè noi italiani siamo ancorati al clichè del negozio da evitare, frequentato da viscidi esserei umani, nel quale è meglio non farsi vedere "non sia mai qualcuno che ti conosce ti vede entrare" in parte è vero, poi però quando entri e vedi che non sei il solo ma sono pieni di gente tanto quanto Office che vende scarpe, ti rilassi e ridi pure, perchè è pieno di ageggi che ti domandi pure come accidenti faccia un essere umano ad usare cotanti "sexy toy". Sulla stessa strada poi si trova un piccolo angolo di italia, un emporio che vede le pastine per minestra, quelle che normalmente mamma usa quando ci prepara il brodino, le conchigliette, la pasta De Cecco, il prosciutto e il salame e gli odori di casa, che anche se hai scelto di emigrare fanno sempre bene. Un double deck in versione "veggie restaurant", Zilli, e poi riprendendo una delle stradine laterali ritorni su Carnaby Street e da lì immergendoti in altre stradine scopri per la prima volta un piccolo Mall, se così vogliamo dire, e trovi nuovamente caffè, una bakery di muffin and cup cake, un negozio vintage niente male ed è come perdersi in un altro mondo, una matrioska più piccola, e questa è Londra. Non è soltanto quella che ti mostrano sulle guide turistiche, è quella che scopri da te, e ci puoi essere andato per decenni, ma troverai sempre qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio. Camden Town, una volta era il market per eccellenza dove potevi trovare a poco prezzo cose interessanti, ora anche Camden si è convertita e quindi non è proprio così economica, trovi sempre i negozi che vendono in grandi quantità, abbigliamento e accessori a poco prezzo, trovi negozietti che pensi essere a poco prezzo ed invece sono nuovi stilisti usciti dalla St.Martins school,che vendono le loro creazioni e sfortunatamente senti quell’accento antipatico "amoreeeeee ma i pantaloni sono già larghi ho bisogno di un toppino stretto è!?!" "Ma daiiii che questo è sciancrato e poi a Milano dove la trovi la roba così!!" e ti fai piccola, piccola e fai finta che non hai neanche un briciolo di sangue italiano. Il bello di Camden, adesso che è stato "restaurato" sono i vari angoli. Trovi quello di solo cibo, che varia dal falafel al cinese, dal vegetariano al messicano e gli odori entrano e penetrano e pure se non hai proprio fame sei li che annusi l’aria fatta di mulled wine e pane tostato, riso al curry…Appaghi la vista nello stesso modo in cui appaghi lo stomaco. Bisogna essere avventurosi quando si viene qui, il meltin pot di culture deve spingere a provare, ed invece a volte vedi nugoli di italiani andare al McDonald piuttosto che KFC o Burger King, perchè non si lasciano andare. Il segreto per apprezzare a pieno questa città è lasciarsi andare…e provare! Ci sono parti di camden che sembrano un suk, il cyberdog per la generazione "rave" è cambiato si è rifatto il trucco, lo stile è sempre lo stesso e così i vestiti, ma è passato da negozio alternativo a pochi conosciuto a famoso negozio dove fermarsi almeno un secondo per avere un audiovisivo incontro con la musica rave, vestiti particolarissimi ed un mondo tutto diverso. Ci sono gli stands vintage, vero e farlocco, in buone condizioni e assolutamente no! Poi ci sono i classici punti, Regents Street, Oxford Street un alternanza di negozio accessibili e brand conosciuti alla massa inglese, ma che per noi sono "wow" e grandi nomi poco accessibili, durante i saldi qualcosa puoi sempre trovarala.Questo è il bello dei saldi ingelsi l’accessibilità anche a quelle cose alle quali normalmente non potresti avvicinarti. Da noi il saldo è un "rinfacciare" abiti datati, non proprio di stagione a finto prezzo di saldo con le magagne nascoste e direi che è fastidioso. Londra è per tutti e ormai lo sanno anche i muri è lo spirito di approccio e visita che deve essere diverso. I musei vanno visti per tantissimi motivi, per esonerarsi volontariamente dal caos costante, per godere di opere sublimi, per ammirare personali di artisti nuovi e non solo. Il Victoria and Albert museum per esempio da febbraio metterà in mostra parte degli abiti e dello stile di Grace Kelly, lo ha fatto con Diana. Puoi godere delle opere che stabilmente si trovano lì ed avere la fortuna di girovagare nel mondo di qulacun altro.
Insomma Londra non è solo "la guida turistica" londra è un mueso di per sè un posto dove trovare, sperimentare, lasciarsi guidare dai sensi.
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