Diritti della fotografia di Andrea Amidei

Quando sei piccolo sogni, immagini, pensi a cosa, come e soprattutto chi sarai da grande, dove vivrai, se sarai sposato, se avrai dei figli oppure no. Io nella mia vita ho sognato tante cose, sogno ancora, perchè fa bene all’anima, perchè mi tira fuori dai miei momenti bui e ultimamente ne ho tanti, forse troppi, ai quali cerco di non permettere di fermare la mia vita…a volte gli lascio prendere la mano, ma non per debolezza, ma perchè rifletto e penso e soprattutto mi guardo indietro. Oguno ha un posto legato alla sua vita, alla sua infanzia e alla famiglia, io ho i Monticielli.
Da piccola non mi è mai mancato nulla, ho avuto una casa, una famiglia, il letto caldo, i giochi e tanto amore, cose elementari e basilari, ma anche se siamo nel 2012 non tutti hanno questa fortuna. L’Amore ha fatto parte della mia vita, come di quella di mio fratello e dei miei cugini. La nostra vita si divideva fra Roma e la scuola e l’estate ed i nostri monti. Una montagna dolce,gli Appennini, una montagna che ha dato i natali ai miei nonni, una montagna che sa di Lambrusco, di pane fatto in casa, di latte appena munto, di storie raccontate davanti al camino, di silenzi, interrotti solamente dallo scampanellio delle mucche. Se chiudo gli occhi ho tante fotografie nella mia testa, di estati lunghe, trascorse a correre nei campi,a dormire, a giocare con i miei cugini e con i figli dei contandini che vivono nelle vicinanza di casa nostra. Io non sono mai stata una bambina di città, io sono sempre stata una piccola “montanara” figlia di un figlio di un falegname povero! Ma non era povero neanche un pò. Mio nonno era ricco di storia, era ricco di amore, di rispetto e di dignità, di sacrifici, sapeva cosa voleva dire aver vissuto durante la guerra, non ha avuto paura nel nascondere una famiglia, anhe se non avevamo molto per loro stessi, sapeva cos’era la fame, sapeva come si moriva in Russia. Mio nonno era un montanaro, un falegname era l’amore della mia vita. Mio nonno vive in una casa che ha visto in primis lui nascere e crescere e andare via,e poi lo ha rivisto tornare con i suoi figli per tante estati a rimetterla posto, poi ha visto noi i figli dei suoi figli, i nipoti crescere, divertirsi, passare il tempo nella semplicità di una casa che non ha mai conosciuto televisione e telefono e a noi non è mai mancata! Avevamo la radio, avevamo i libri, avevamo le carte ed avevamo i nostri amici. Una casa che è stata sempre un cruccio per lui, per un motivo la strada! La nostra casa è isolta su una collina ed è bella così, ma è faticosa, lo è per i giovani, ma con l’esercizio quotidiano passa, lo era per mio nonno, ma fino alla fine 90 anni ha continuato a camminare..è un peccato non avere quella strada che ci permetterebbe di passare il Natale, e non solo l’estate, ma è la mia e la nostra casa, sangue del nostro sangue.
Io me ne sono andata, con tanti pesi nel cuore, me ne sono andata pensando che non sarebbe durata a lungo, ed invece eccomi qui, lontana dalla mia famiglia, dai miei amici, da mia nipote, la nuova piccola Danti, la generazione del 2012 che D. la protegga sempre. Da quella casa, che amo tanto, e dove mio nonno vive dal 1995. Io porto con me, come “corredo” una vita fatta di gioia, di ricordi bellissimi, di semplicità, di Amore. La mia casa è il luogo dove io rinasco, dove la mia anima trova la pace, dove i ricordi che porto con me si liberano e le persone tornano, dove ogni volta che chiudo gli occhi e vado a dormire mio nonno è con me, dove ogni piccola cosa ha il suo odore. Purtroppo non siamo mai riusciti a passarci un natale o andare li per sciare, perchè per ovvi motivi nel caso in cui dovesse nevicare noi non si potrebbe andare da nessuna parte, almeno fin quando la neve non va via. Eppure sarebbe bello, aprire quelle finestre e vedere quella distesa bianca, il fuoco nel camino, stare al calduccio, uscire e ciaspolare nella neve, magari un giorno chissà. Vorrei tanto poterlo fare, in 34 anni non l ho mai vista piena di neve almeno fino ad oggi, quando un amico durante una sua camminata sulla neve ha colto tutta la bellezza della nostra casa. Mi ha permesso di vedere il mio eremo, il regalo che ci ha fatto neanche lo immagina…
Mi auguro di tornare indietro, mi auguro di avere tempo, che so essere meno del previsto, avere il tempo di chiedere scusa, e passare il resto della mia vita a sentirmi in colpa. Questo è unio stato dei fatti che io non posso cambiare, la mia coscienza non riesce a farne a meno, non si può spiegare cosa si sente e come ci si sente….non si può. Si sopravvive e basta!

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