Religious freedom is an absolute right, and so is freedom from religion.

Da qualche giorno sulla BBC si parla di “Cristiani”, intesi non unicamente come aderenti al cristianesimo ma proprio Cristiani, gruppo a parte, di seguaci della parola di Cristo, che fa sempre piacere, ma non sono protestanti tantomeno cattolici, sono cristiani. Il luogo di culto non è la chiesa, ma un luogo, un ritrovo, non saprei come defnirlo, dove restano lì per due ore, con la chitarra,la batteria, le canzoni rock per Gesù, dove parlano e parlano e vogliono convincerti che il giorno più importante della tua vita non è il giorno del tuo compleanno, ma il giorno che sei diventato “cristiano”, incontri in stile americano, con tanto  a volte di “tizio” che con la sola imposizione delle mani, ti libera dei tuoi dolori, e vedi questa gente cadere in terra, agitarsi come tarantolati, piangere, disperarsi, mettersi in ginocchio e ringraziare Gesù, neanche D, e soprattutto il “tizio”. Lo hai visto in TV? No, sono andata una volta per fare contento il mio padron di casa, cristiano convinto!!!!! Non mi piace quel tipo di Cristianesimo, mi infastidisce a dirla tutta! Io sono cattolica, non praticante e quando pratico lo faccio a modo mio, perchè ho le mie convinzioni, non credo che andare a messa ogni domenica faccia di me una miglior persona, non credo che debba per forza andare in Chiesa per pregare, credo che io sia libera di farlo dove e come credo e soprattutto, credo nella libertà di farlo o meno, ma non amo il clero, non amo i preti, non sopporto le prediche contro l’aborto perchè è una scelta personale, contro la pillola, contro i preservativi, le coppie di fatto, le coppie gay, l’eutanasia…uh quante cose ci sarebbero.

I Cristiani, come il mio padron di casa, non è che siano meglio di certi cattolici bigotti, ho sentito dire delle cose da quelle bocche, che non mi sarei mai aspettata, hanno una predilizione per il dio denaro, che va oltre la parola di Gesù e poi fanno una cosa che mi urta, devono pregare sempre e comunque e ovunque e TI COSTRINGONO, a pregare, non con me perchè sanno esattamente come la penso!. Si sovvenzionano fra loro, con offerte anche di parecchie sterline, noi abbiamo l’8 per mille sicchè siam pari, vanno in giro per il mondo, in India, piuttosto che Africa, o Vietnam per costrurire chiese!!! Dici che c’è di male?, niente se non fosse che sono peggio dei testimoni di Geova, peggio dei Mormoni…altro gruppo che non soffro. Mettiamola così io non sopporto chiunque venga a bussarmi alla porta e cerchi di convincermi che la sua religione sia migliore della mia! Perchè questo fanno, lavaggio del cervello!

Senza dilungarmi troppo in opinioni personali veniamo al “caso” dell’Inghilterra. Succede che nel Devon, un assessore tale Clive Bone, si è lamentato e quindi è passato poi per le vie legali, in quanto prima di ogni riunione della National Secular Sociaty, presso gli uffici comunali di Bideford gli impiegati credentii o meno si ritrovavano volenti o nolenti a parteciapre alla preghiera, di massa prima delle riunioni. Il signor Clive giustamente si è stufato ed è passato alle vie legali. Si è rivolto al giudice Ouseley il quale ha sentizato che: “in un ambiente laico, ha sostenuto il rituale “inappropriate” violando gli articoli 9 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che proteggono il diritto di un individuo alla libertà di coscienza e non a subire discriminazioni.”

Keith Porteous, direttore esecutivo della National Secular Society ha dichiarato: “Questa sentenza è una vittoria importante per tutti coloro che vogliono una società laica, quella che né vantaggi né svantaggi persone a causa della loro religione o la mancanza di esso. “

Il comune di Bideford ritiene il suo diritto di preghiera, leso, sostenendo che non è vero che si prega negli uffici prima delle assemblee e ha ritenuto “inappropriato”  quanto sostenuto e che la decisione di bloccare le preghiere va contro gli articoli 9 e 14 della Convenzione Europea dei diritti Umani,che proteggono il diritto di un individuo alla libertà di coscienza e non a subire discriminazioni. Mi verrebbe da dire “che guaio Magda, che guaio!”

Quindi ora si sta alzando la diatriba preghiera non preghiera, nei luoghi di lavoro. Io credo che ognuno abbia il diritto che la sua fede religiosa venga rispettata, ma allo stesso tempo credo che ognuno debba pregare in quelli che sono i luoghi di culto e/o a casa propria, senza costringere, chi è ateo, a doversi sorbire una preghiera che non lo interessa. Credo che risolverebbe i problemi di molti e non ne creerebbe altri!

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