Come tutti sanno ormai, e per chi non lo sapesse ancora, la mia dolce metà, è inglese, atipico, per molti versi agli inglesi che vediamo e immaginiamo, anche solo per sentito dire. Per prima cosa non beve, o meglio quando usciamo le sue due pinte di birra le beve, ma non va oltre quelle, non l ho mai visto ubriaco in 4 anni insomma è moderato, secondo non ha alcuna propensione verso il calcio, non gliene può fregar di meno, quindi quando di sabato ci sono le partite, noi due non litighiamo mai, o io non vengo mai lasciata sola perchè lui deve andare al pub a guardarle. Terzo non ha figli sparsi, sì anche se giovine non ne ha e qui è prassi avere svariati bambini con svariate donne, mica una sola. Poi per altre cose è proprio un inglese, specialmente nella cucina, è affezionato in maniera viscerale alla sua “english breakfast” che devo dire non fa spesso, però quando può o la cucina e apriti cielo con porte e finestre, la puzza di fritto resta in eterno, oppure opzione due si va in  un tipico “cafè” e se la mangia lì e finiamo per discutere, perchè mi ritrovo la puzza addosso e io odio la puzza di fritto addosso anche perchè la mia colazione è tipicamente italiana, cappuccino o caffèllatte e muffin o magari a lemon drizzle cake. Tornando al cibo, my other half, come si dice qui è molto “fussy” ovvero, molto particolare nel mangiare, mai far trovare i piselli nel suo piatto anche uno solo per errore, non gli piacciono, mangia carote cotte, verza, broccoli, cavolfiore, patate; ecco le patate in ogni forma e cottura, da fritte al forno piuttosto che bollite o a purè(mashed potatoes) sia condito con olio sia con il burro, ma io tendo molto più verso il primo, le mie zuppe le mangia tutte, anche perchè non è che io gli dia altre opzioni e poi da quando viviamo insieme ama la cucina italiana, per quanto sia difficile fargli mangiare ancora pomodori in insalata, zucchine e melanzane, anche se a Natale ha scoperto che son buone sia le puntarelle sia i cardi!

Ora torniamo ai supplì. La prima volta che siamo andati a Roma insieme, gli ho fatto assaggiare i supplì, piccola palletta di risotto e mozzarella filante fritta, che penso sia difficiel non possa piacere, ecco quella è stata la prola che ha ripetuto più di tutte è stata quella della famigerata palletta di riso fritto, con mozzarella filante, gustoso non si può dire di no. Ogni volta che si torna nella Capitale, una capatina alla rosticceria vicino al Giulio Cesare è doverosa, per me quella è dove ho mangiato i miglior supplì, probabilmente perchè in zona e soprattutto perchè, la combinazione quando lo si morde è acquolinosa, la panatura croccante e non bisunta, il riso saporito la mozzarella ha la giusta filatura, insomma buono.

Girovagando nello svariato mondo dei blog, ultimamente food blog, ho trovato tavoleromane e quando ci sono arrivata erano nel pieno del contest “I supplì più amati di Roma”, non ho potuto fare a meno di menzionare quella che per me è la rosticceria che li fa più buoni, ma non ha vinto, in compenso sono stata menzionata e il che fa sempre piacere. La pizzeria che ha vinto è “Pizzarium“, a Via della Meloria, pure vicino casa ma mai notato e mai provato ed un ristorante “La gatta mangiona“, in Via Ozanam, bisognerà provarla in un prossimo ritorno a casa. Ho deciso che la prossima volta che torno a casa, anzi che torniamo a casa, porterò colui che ha graziato e criticato alcuni  dei posti dove l ho portato ad assaggiare sia pizza che supplì e vedremo cosa ne pensa, visto che vengo sottoposta ad assillo da almeno 1 settimana prima della partenza fin quando non si va via, suggerendo a volte di portare via con noi un paio di kg di supplì surgelati, per mangiarli qui, visto che ho promesso di farli tante volte ma poi non l’ho mai fatto perchè odio la frittura, e qui torniamo al perchè in questa casa AngloItaliana, io non mi  metto mai all’opera per cucinare the “English Breakfast” preferendo alla puzza di tutto quel frittume, l’odore della mia moca e del mio caffè…!!!!

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