A volte mi chiedo come si possa passare da voler bene, ad odiare qualcuno in maniera così forte, così assurda da levare il fiato. Ci sono tanti motivi che dovrebbero impedirlo eppure proprio quei motivi, amplificano il disappunto, la rabbia, e la consapevolezza di un pensiero, anch’esso bruttissimo, “preferirei saperti morto, che sapere tutto ciò”. La cosa più inquietante è quando quel pensiero passa dalla testa alla gola ed esce fuori, strozzato da lacrime, che bruciano come l’acido. Sapere ha bruciato tutto, ha bruciato la stima, l’affetto, l’amore, la comprensione, il rispetto, quel rispetto che dovrebbe essere dato a prescindere, ma non è così. Il rispetto si merita e se viene meno viene meno. Provi e riprovi un discorso, scrive e cancelli lettere e pensieri, per spiegare, per voler capire, per cercare di far capire all’altro che il tutto ti fa schifo, schifo al punto che, lo ripeti nella tua testa, non esisti più! Non sei più niente, non provo più niente, fingo, sono una brava attrice, lo faccio per gli altri, ma se potessi, ti vorrei fare tanto male, vorrei vederti sanguinare e chiedermi pietà per quello che mi hai fatto! Una pietà che io non proverei. La sofferenza che spero patirai, sarà l’unica consolazione e dovrò solamente riuscire a non farmi fregare, e continuare così nella tua completa inesistenza! Si è frantumato tutto e il tutto è colpa tua, solo tua, io non provo a comprendere, non esistono scusanti, non esistono “ma e se”, non si fa, punto. Finisce così! Se lo scrivo resta, posso rileggerlo e sapere che ho fatto la scelta giusta!

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