La passione per la cucina, il cibo, è nata vivendo con Iole, la mia tata, la mia seconda madre, e vista la sua bellissima età adesso, la nonna che non ho mai avuto. Ho per lei un amore profondo, fatto di vita vissuta insieme, di amore nei miei confronti anche ora che ho quasi 35 anni. La parte più difficile quando ho deciso di andare via, è stato sapere che l’avrei lasciata, la paura di perderla, che purtroppo è naturale,  l’immortalità non esiste, perchè la sola idea di perdere una parte così importante della mia vita, è già di per se devastante ed infatti io non ci voglio pensare.

Dicevo, sono piombata in casa Leoni alla veneranda età di 8 mesi, e appena varcata la soglia, dal mio passeggino, ho mostrato subito di che pasta ero fatta, portando con me una pianta e facendola ovviamente rovinare in terra, per l’imbarazzo di mia madre che disse “cominciamo bene…”. Ero una bimba tanto carina, quanto pericolosa, quello che ho potuto combinare sia in quella casa che fuori, quando Iole andava a fare la spesa, resta negli annali della nostra vita, e viene ricordato ogni tanto, perchè è comico e divertente parlarne ora quanto imbarazzante e stressante fosse in passato.

Lontani anni luce da tutti questi pasticceri, che creano torte con pasta di zucchero e sculture e bamboline, come se fossero dei novelli Michelangelo,io posso garantire che la prima persona in assoluto a creare una bambola di marzapene per me, per il mio compleanno numero 1 furono Iole e Nadia. Era una bambola bellissima a quel che mi raccontano i miei genitori, con il vestito, le perline, i capelli e l’ombrellino che venne fotografata, ma era talmente bella che decise di non restare impressa nella pellicola….quindi purtroppo non ci sono ricordi fotografici a testimoniare cotanta bellissima creazione. Però ad onor del vero posso dire di averla vista rivivere per il compleanno della nipote anni dopo, e sì Iole è un’artista nonchè una cuoca favolosa. Per la sua cucina son passati porcospini di pan dispagna alla crema di burro e caffè, con milioni di aculei fatti di mandorle, tostate e pagliate in verticale a mano una per una, tronchetti di natale, biscotti o pastine,bignè a forma di cigno, mignon, torine, mele fritte per passare anche al salato fatto di gnocchi pre Giovanni Rana ripieni ed ogni ben di Dio che una donna di origine Umbra, fregnacce un tipico piatto romano, consistente in una sorta di crepe fatta solamente con acqua e farina, cotta come una crepe e ripiena di pecorino grattugiato, buonissima sia così sia con il brodo caldo in inverno, oppure la versione dolce, con ricotta, zucchero ed alcherms. Avrei milioni di ricette di cui parlare, provenienti da casa di Iole, una donna con la passione per la cucina cosi forte che poteva creare qualsiasi cosa le passasse nella mente, ovviamente sperimentando tantissimo, ma ogni cosa anche la semplice fettina di carne cotta in padella, aveva un non so chè di diverso. Nella sua cucina ci sono tutti i quaderni pieni di ricette, tramandate, create, copiate e riadattate dai libri che ogni tanto sbircio, quando le chiedo consigli.  Ricordo che per farmi mangaire sia l’uovo sodo che non amo particolarmente che l’insalata, che oggi adoro, trasformò l’uovo in un fungo, mettendogli sopra un pezzo di pomodo e facendogli i puntini binachi con la maionese…e mangiai il tutto! Una volta chiacchierando le chiesi quale fosse il suo sogno, e mi disse che il suo sogno è sempre stato quello di avere un ristorantino, ma di quelli molto casarecci, che per me sono i migliori, e sono certa che sarebbe stato un successo. Potrei scrivere dei suoi manicaretti per ore ed ore!

Insomma crescendo in un’ambiente così sano e come direbbero ora “organic” io non potevo crescere senza la passione innata per la cucina. Avendovi già detto di quanto comunque fossi una bambina, vivace, noiosa volendo alla quale se si diceva “non toccare” facevo l’opposto, quindi vi lascio immaginare me con i gomiti appoggiati sul tavolo, lo sguardo perso sulla tavola di legno, con la farina a fontana, il burro e le uova divenire pasta frolla per i biscotti…me ne veniva data un pò per giocare e star buona, permettendo a Iole di finire e io giocavo, impastavo, facevo le formine e poi mangiavo….la pasta frolla cruda è buona, così come ripulivo per bene l’impasto del ciambellone con mia profondissima soddisfazione.

Quindi cucinare è entrato nei miei geni, mi piaceva e mi piace ancora, molto, allora crescevo bene e magra perchè a scuola non mangiavo mai, sopravvivendo con due cornetti  che mio padre mi comprava la mattina prima di scuola, una volta in refettorio per il pranzo, buttavo tutto sotto al tavolo, finchè la maestra se ne rese conto e mi controllava come un’arpia pronta a portarmi in cortile con tutto il piatto se non finivo in refettorio…..ai tempi mio fratello era ancora a scuola con me, per poco, fortuna sua, così provavo a convincerlo a mangiare oppure buttavo in terra accusando qualche malcapitato di altra classe per essere libera da quella maledizione. Poi la fame si è impossessata di me crescendo, facendomi scoprire nuovi sapori e cibi ed eccomi qui, un esemplare  di donna curviiforme, che volendo chissenefrega se si sta bene con se stessi e io vado a giorni alterni…ma questo è un altro argomento.

Cucinare mi rilassa, sì lo so è strano  però è così, specialmente cucinare dolci, quando sono nervosa, mettermi lì con uova, farina, zuccheri e buccia di limone mi rilassa, mi fa tornare indietro, non c’è cosa più bella secondo me di quando rientri a casa e aprendo la porta l’odore di torta piuttosto che di biscotti invade la casa. E’ bello sentire ogni profumo di cucinato, anche se ci sono certi odori che trovo fastidiosi, tipo il fritto o quando si cuoce la carne alla griglia, invece il profumo di un arrosto o di un sugo anche semplice rilassa, non so ma il profumo delle cipolle che imbiondiscono nell’olio, o nella versione dietetica, salsa di pomodoro con spicchio di cipolla, senza olio, e con il basilico danno lo stesso risultato, certo è meglio il primo, i funghi con l’aglio o le patate arrosto con il finocchio sono profumi che non mi disturbano.

Oggi giorno è un crescendo di food bloggerstanto quanto di make up artist, se ne trovano di tanti tipi, chef qualificati quanto gente normalissima con la passione per la cucina che magari dopo essere incappata in Giulia & Julie, si mette lì piattaforma e tastiera e si lancia nella nuova esperienza di scrivere di ricette, di muffin e torte, di primi piatti e zuppe sperando magari in una botta di fortuna e divenir famoso. Io non ho aperto qusto blog per il suddetto motivo, ma perchè dovevo trovare una nuova casa al mio vecchio blog, nel quale ho scritto di tutto e di più, a volte soltanto elucubrazioni mentali personali senza alcuna sorta di aspirazione.

Certo a furia di leggere, di comprare libri, di ogni sorta l’ultimo in casa è The little Paris Kitchen, mi riempio la testa di esperienze culinarie solamente sfogliando le pagine, e voglia di fare, una moderna strega che in mezzo a farine, burro e farina di mandorle crea. La mia dolce metà dopo tanto piagnucolare, mi ha regalato un bellissimo mixer della Kenwood, non kitchen aid, con il quale posso tranquillamente e senza fatica preparare anche il pane o l’impasto della pizza grazie alla pala a forma di uncino che fa quel lavoro di impastare, senza che le mie mani si appiccichino di farina, anche se devo dire che nell’impastare a mano e soprattutto l’impasto della pizza c’è del terapeutico. Ora avrei bisogno solamente di un mixer per creare impasti per pasta frolla o per la brisè, semplicemente perchè eviterei che le mie manine calde possano rovinare la temepratura fredda del burro….

Credo sia giunta l’ora di provare a fare le brioche o il famoso pan brioche, il cui impasto ha bisogno delle 8-12 ore di lievitazione in frigo per poi dargli la forma palline monoporzione da lasciar lievitare ancora e poi infornare, oppure farcirle con del cioccolato fondente e poi proseguire con lo stesso procedimento. Sarà la bruttissima giornata invernale e il sapere di avere un weekend off questa settimana che mi fa optare per la messa in pratica di tutto ciò questo fine settimana e metterò le foto, sia che la riuscita sia positiva sia nel caso contrario. Se solo il mio forno anzi tutta la macchina del gas o cooker fosse diversa e più spaziosa sarebbe meglio…sogno una cucina super accessoriata, grande e spaziosa dove io possa perdermi nelle mie moderne ricette e anche in qualche antica pozione stregonesca.  Nella mia testa ci sono due ricette al momento una salata, monoporzioni di filetto in crosta e queste benedette brioche…sarà meglio dia spazio alla messa in pratica.

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