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Sei li che aspetti…aspetti qualcosa che non sai se arriverà oppure no. Ti ritrovi stranamente con le farfalle nella pancia, che non aspettavi così presto, quando gli sguardi si incrociano e la testa che viaggia in sogni diurni, quando non essendo occupata non hai altro che fantasticare. Pensi a come sbloccare una situazione, pensi che l’altro pensa le tue stesse cose, ma non ne sei certa se non per una sensazione. Io fantastico o sogno ad occhi aperti sempre, da sempre. Ero piccola e mi capitava a volte di perdermi al punto che sembrava fossi in trance, talmente presa dalla fantasia da non sentire più niente e nessuno, neanche i rumori, neanche le voci di chi attorno a me chiedeva qualcosa. Che fosse prima di addormentarmi la sera o in un pomeriggio estivo, distesa sul letto con la speranza che la calura sortisse l’effetto svenimento, viaggiavo e viaggiavo. Fantasie di ogni tipo, nel lettone di mamma nelle notti invernali facevo finta che eravamo in un treno una sorta di Orient Express, con il lettone gigante che ci portava in giro per il mondo, mi piaceva il tepore sotto le coperte che piano piano mi faceva capitolare nel sonno, per poi risvegliarmi nel mio di letto, oppure quando mi leggeva le favole; la mia preferita da buona golosa era il Palazzo di gelato di Rodari, e io mi immaginavo questa casa dei sogni tutta da mangiare. C’era Giacomino il mio pupazzo amico che veniva con me ovunque, c’erano e ci sono ancora come memoria diari dove ho scritto storie mielose, o pensieri funesti. Crescendo i sogni sono cambiati, dagli amori pre-adolescenziali, a situazioni che avrei gestito in maniera diversa, a come avrei voluto che una conversazione andasse a finire piuttosto che a a far si che una situazione si avverasse.

Coloro che sognano ad occhi aperti conoscono molte cose che sfuggono a quanti sognano solo dormendo.

Edgar Allan Poe – “Eleonora”

I meglio erano quelli in montagna, quando il buio fitto fitto e il vento magari tra gli alberi, si mischiava ai ghiri che camminavano…ruzzolavano direi, nel solaio. Sognare ad occhi aperti mi concede momenti di liberta interminabili, passo da un posto all’altro da una situazione all’altra con facilità estrema, le conversazioni nei miei sogni sono lunghissime,  conversazioni così nella vita di tutti I giorni non ne ho dai tempi dei tempi, troppo prolisse, troppo stancanti invece nei miei sogni è come un amplesso eterno di parole e sguardi, parole e pensieri che vanno sullo stesso binario o quasi e si nutrono con l’ascoltare l’altro, respirare l’altro, fissarlo al punto che fa male!

Ho trascritto pensieri, parole, opere e omissioni, formule e rime, nei mie diari più cupi  che poi si sono ritorte contro, ma che al tempo avevano avuto effetto. Dolori e lacrime e sogni, sogni così reali da lasciarmi tramortita il giorno dopo, in preda a pianti lunghissimi o incazzata perche quella situazione era cosi reale troppo da non poter essere vera sentivo appena sveglia ancora I profumi e gli odori.

Ho avuto sogni ricorrenti, lo stesso sogno, lo stesso giorno, lo stesso mese, per anni. Li ho trascritti alcuni, uno me lo porto dietro dal 1995/6 era uno di quelli troppo reali per essere solo un sogno.

Che sia forse l’inizio di una psicosi? neanche poco latente? Chi lo sa? Fra tutti il piu strano che ho e’ quello di vedere ad occhi chiusi, avere la consapevolezza di avere gli occhi chiusi, ergo dormo eppure riesco a vedere, vedo dove sto, mi vedo nel letto,  vedo come se avessi una luce bassa accesa, e’ cosi strano eppure cosi figo e giro per casa come fossi un fantasma senza lasciare il letto, da una stanza all’altra ma capita solo a me?…non uso droghe state sereni, eppure mi capita spesso.

Poi per un periodo ho smesso, anzi sarebbe il caso di dire che probabilmente mi ambientavo, ad un nuovo posto, una nuova me, nuove esperienze. All’inizio continuavo a farlo in italiano, adesso immagino e sogno e provo conversazioni e discussion in inglese…Spesso a lavoro mi chiedono se quando sogno o penso lo faccio in italiano o in inglese, bhe direi che la risposta ovvia a tutto cio è  inglese, che è strano eppure è cosi e quando provo in italiano mi fermo, dopo poco, come quando provo a parlare francese ormai mi ricordo soltanto alcuni vocaboli!

E’ un viaggio che mi concedo spesso, aiuta a rilassarmi a scrollarmi di dosso anise e pensieri negativi, che non devo condividere con nessuno anzi direi per il quale non devo giustificarmi con nessuno. E’ mio, solo mio e mi piace cosi! Pazzia o non pazzia.

Osservo gli altri, seduta nel mio cubo di plexyglass, gente che viene da sola a fare la spesa, madri con figli urlanti che piu urlanti non si può, donne e uomini soli, ragazzi, ragazzine, persone anziane, e li osservo, li fisso và cercando di farlo in maniera poco evidente e mi chiedo chissà a cosa pensano, si ripassano la lista della spesa nella testa? Vorrebbero essere svaccati sul divano a guardare la tv invece che con la compagna a fare la spesa, sono tristi, felici, sono malati, sono sani, sono single per scelta? Sono vedove/i separati, matti, maniaci. Hanno tradito la loro compagna/o, stanno pensando a come troncare una relazione, che pensano, sono curiosa così tanto curiosa! Mi piacerebbe essere in grado di poter percepire cosa hanno dentro, cosa ronza nella scatola cranica, davvero!

Che strani passatempi che ho

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