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Il 23 Giugno sono andata a letto ignara, sperando che l’inevitabile non accadesse; nonostante dentro di me sapessi già l’esito e non perchè io sia una grandissima esperta di politica internazionale ma semplicemente perchè ho visto e sentito gente parlare che sembra di essere tornati indietro alla propaganda Nazionalsocialista Tedesca….che conosciamo tutti.Sono gli stranieri che ci rubano il lavoro, frase che da italiana ho sentito tante volte nei confronti degli stranieri, perchè gli immigrati, anche se europei, vengono qui e non c’è più posto per i nostri figli nelle scuole, perchè vengono qui e campano di sussidio senza lavorare, perchè vengono qui e dobbiamo trattarli come noi MA LORO NON SONO BRITISH. No perchè qui è prerogativa, peggio delle 7 generazioni romane, di essere PROUD BRITISH, che spesso, purtroppo, molto spesso equivale ad essere di piccole vedute, di classe proletaria, che sia ben chiaro non è un offesa essere proletari, di non aver studiato e ampliato le proprie vedute, di credere che lo straniero sia portatore sano di disgrazia e malattia. Spesso questi Proud British con bandiera fuori, un pò come i loro cugini americani, sono quelli che campano con i benefit, dal sussidio di disoccupazione all’housing, quelli che vivono nelle case del council, quelli che cominciano a procreare come conigli dalla giovanissima età fino alla fine dell’età ovulativa. Sono quelli che mangiano take away cinese, indiano, thai, quelli che magari vanno in vacanza a Magaluf, meglio nota come Shagaluf, perchè il sesso facile è pane quotidiano, certo in questo mazzo di bei fiori ci sono anche alcuni inglesi benestanti, quelli che magari ancora portano i fiori al poro Enrico VIII, perchè purtroppo anche chi ha potuto studiare, ha viaggiato è ricco di famiglia può essere decisamente un come si definiscono qui un “chavs”.

Detto ciò cominciamo con un altro preambolo, spero meno lungo; una cronostoria va

1996 – 18 anni, primo viaggio da sola con la mia amica/sorella Veronica 4 settimane in Uk precisamente Hastings, per studiare inglese. MI INNAMORAI DELLA GRAN BRETAGNA.

1997 – 19 anni, secondo viaggio con Veronica destinazione Londra, Imperial College, campus, inglese, divertimento, studio, uscite, camminate,

1998-2006 Inghilterra sempre quando potevo, fosse stato per celebrare il mio compleanno, per passare una settimana con sista Fla, che fosse per andare a fare il classico shopping pre natalizio. Inghilterra, Inghilterra sempre e comunque.

2007 – giorni nostri Mi sono trasferita, è cominciata una nuova vita, fatta di tanti momenti di sconforto, di sole, di disperazione e solitudine, ma anche di allegria, di scoperte nuove, di indipendenza.

Il mio amore per questa Isola, nasce per la passione per il freddo, più freddo è più io sono felice, ho sbagliato meta…, perchè c’è il rispetto delle cose più stupide la fila, il semaforo, le strisce pedonali. Perchè amo Bettina e Pilippo, perchè non importa se non hai i jeans di marca, le scarpe da deficiente della Hogan o il giaccone della Puetery o cosa accidenti vada di moda oggi giorno. No qui vanno di moda i Top Shop, Next, New Look, H&M tutte catene di negozi che hanno vestiti dozzinali, che rivedrai addosso al prossimo eppure molti italiani vengono qui per comprare, ignorando boutique più particolari ma va bene cosi meno gente le conosce meglio è.

Qui ti hanno fatto credere il che il melting pot  di razze, usi, costumi, gusti e scelte sessuali fosse il benvenuto, che qui se vai vestito da punk o goth nessuno ti indica, forse sì se vivi a Londra, ma qui la paura del diverso c’è e come ed è ben radicata, anche se a volte nascosta dai finti “are you ok honey? see you later love, you are right MATE” io non sono il mate l’honey di nessuno, perchè appena giro le spalle vi piacerebbe assestare la coltellata. Perchè il meltng pot va bene per la cena dal Nepalese, per la birra con l’amico ma poi ohh mi raccomando a due passi da me, i am briish!

Io mi sono trasferita qui nel 2007 perchè tanto ero infatuata, tanto mi piaceva che volevo provare a tutti i costi. Io dovevo provare immaginando una vita alla Notting Hill o Love Actually o qualsiasi altro bel film romantico inglese. Io la mia Londra stile South Kensington, Notting Hill e tutta la parte posh, l’ho vissuta quando sono venuta in vacanza. Nella realtà dei fatti per vivere in quelle zone devi essere un millionaire, non basta lavorare in banca e poi ci sono zone altrettanto belle dove vivere; pechè Londra non è solo le zone ormai ultra conosciute e bazzicate da tutti i turisti, Londra è quelle zone che solo se vivi qui puoi conoscere, quelle dove non ci trovi l’italiano medio, e che ti godi solo tu

Dicevo mi sono trasferita nel 2007 dopo aver lavorato per ben 5 anni al Senato (al senato???? tu hai lasciato nblalblalblablabla) sì ho lasciato perchè era un lavoro precario, perchè non mi avevano rinnovato più il contratto, perchè ero andata sulle balle a qualcuno in alto perchè io la testa la chino poco! Fatto sta che decido, ne parlo con i miei, mia madre dice che è ora che provi e andai. Non avevo previsto un tempo di permanenza, non avevo pensato si sarebbe trasformato in 10 anni ma qui ho stabilito la mia vita; mi manca casa, mi mancano gli amici, mi sento in colpa nei confronti dei miei genitori, ho paura che possa succedere loro qualcosa e io non sia lì. Questa è la mia più grande angoscia, rischiare di perdere i miei genitori e non fare in tempo a dire ciao, ad abbracciarli, a confortarli, loroche per me hanno fatto tutto.

Il primo anno ho studiato, non ho fatto altro, non mi sono mischiata con altri italiani, ho studiato e basta, migliorando e sai quando si capisce che si possiedono i requisiti che ci si è inseriti, non soltanto quando pensi in inglese (o altra lingua) ma quando riesci a scrivere appunti quasi stenografando e seguire lunghe lezioni all’Università; quando riesci a parlare al telefono e quando riesci a litigare con qualcuno e il tuo inglese è perfetto!

Studiavo e studiavo ma volevo un lavoretto, così me ne sono trovata uno nel fine settimana, che è poi quello che ti consigliano quando studi, in un centro estivo, niente di che ma mi bastava quel che guadagnavo era il 2008, la recessione era alle porte, il lavoro era alla fine perchè stagionale e qui il dilemma, ho un affitto da pagare se non trovo altro faccio i bagagli e vado via. Faccio domanda per ogni lavoro, dal pulire per terra, alla segretaria, al lavoro al cambio. Vengo chiamata per tutti, faccio colloqui e un pomeriggio in attesa del bus, il cellulare squilla Donna mi dice che sì mi offrono il lavoro ma non da Manager visto che non avevo esperienza ma Money Advisor…ci sto zompo di gioia, veramente, felice come una Pasqua. Avrei cominciato l’8 Dicembre il giorno dopo il mio copleanno, era un segno.

Sono 10 anni, quasi, che lavoro per la Travelex, ho un contratto a tempo indeterminato, ho i contributi pagati per la pensione, ho l’assicurazione, ho tanti benefit che scaturiscono da questo lavoro, che sì a volte è monotono, ma vivo, viaggio, mi godo la vita non mi manca nulla, non mi faccio mancare nulla! L’ho trovato da me, sono andata avanti in questo lavoro solo grazie a me, senza chinare il capo, senza dover dire grazie a nessuno, per me vale più di qualsiasi cosa. Quante volte mi sono sentita dire al lavoro scherzando, chi più chi meno, “ohhhhh you bloody foreigner, here stealing our job” anche nel posto di lavoro, perchè il mio inglese ha ovviamente un accento. A seconda di come mi alzavo la mattina potevo non rispondere e sorridevo oppure rispondevo azzittandoli perchè sono facili a queste battute del zzo però se poi gli fai notare che non hanno mai mosso il culo, che non sanno parlare altre lingue, che non si sono mai saputi adattare ad altro stile di vita fanno pippa!

Si parla di uscire dall’Europa, ti viene consigliato di richiedere la cittadinanza britannica, puoi sei stata qui per 10 anni, ne hai tutto il diritto e lo farai e rimandi rimandi, perchè pensi non ce ne sia bisogno, perchè costa tanto, perchè credi che questo brusio sul vole uscire resti tale e invece poi viene fissata una data, la gente va a votare tu pensi che il giorno dopo ti svegliarai con il ghigno della vittoria del NO ovviamente, invece il 24 mattina ti svegli, fai il caffè, accendi la tv e vedi LEAVE WON, United Kingdom out fo Europe, Brexit WON, Cameron Resigned….e dici wtf? e piangi, ma piangi, che te ne rendi conto e dici ma perchè piango così e non lo puoi controllare, avevo singhiozzato così solo alla scoperta della morte della povera Lady Diana, nel 97 di ritorno da Londra. Piangi e pensi oddio e ora? dovrò avere una Visa per lavorare, ma ora che vado a casa per le vacanze quando rientrerò dovrò passare per l’immigrazione? mi faranno rientare? DELUSIONE, tanta, RABBIA tantissima, perchè questo altro non è che un segno di RAZZISMO, la paura del diverso, del non BRITISH, perchè è colpa degli immigrati se va tutto male, se il NHS va male e fa schifo, in parte, se ci sono scioperi, se catene di negozi chiudono perchè vanno a zampe all’aria. Perchè gli stranieri vengono qui e vivono di benefit e non è giusto solo gli INGLESI POSSONO E DEVONO VOI NO! voi siete stranieri! perchè mamma mia arrivano li turchi….mamma li turchi!!!!!

Brexit ci sono solo due punti che sostengo:

1 – Non trovo giusto che gli stranieri con figli residenti nel paese di origine siano beneficiari del child benefit, questo perchè il child benefit viene pagato perchè un bambino può ammalarsi di punto in bianco e il genitore non può andare al lavoro, per i vari half term che ci sono in questo paese, che richiedono la presenza di un genitore a casa, per avere un orario ridotto di lavoro e per avere le tasse ridotte per questo viene pagato se tuo figlio vive in Romani per esempio e tu in Inghilterra, bhè non hai diritto al child benefit è un abuso!non c’è la necessità per te di assentarti dal lavoro, avere l’orario lavorativo ridotto perchè tuo figlio non è presente in loco.

2 – Venire qui per campare di benefit…ecco no, non mi piace sta cosa, visto che con le mie tasse io finanzio te che non fai una benemerita e stai seduto in panciolle a giocare con PS4. Non puoi venire qui, non aver mai contribuito e pretendere, a me le pretese me danno fastidio a prescindere, ma questo vale anche per gli inglesi, perchè io finanzio anche loro e come detto precedentemente qua ci sono famgile che per generazione non fanno niente e campano di benefit…ma qui l’errore sta a monte, il governo assistenzialista che ha dato loro questa opportunità e ora non ne vogliono sapere di vivere senza.

Brexit: Ci sono rimasta male, malissimo, perchè la politica di Farage e Jhonson è incentrata sull’odio razziale, vogliono adottare il sistema Australiano per chi da oggi in poi volesse venire a studiare o vivere qui, ma è ovviamente impossibile, perchè se non vivi di già qui non puoi trovare lavoro così, perchè è ovvio che se adesso le condizioni economico lavorative cambieranno un’azienda ci penserà due volte prima di assumere uno straniero anche se europeo. Non mi fido, non mi fido delle promesse di due razzisti, quando questi due anni finiranno potranno cambiare la legge chi me lo garantisce che non cominceranno con le espulsioni??? L’unica nota ilare è che da ora in poi sono immigrati anche loro, tutti quelli che hanno case all’estero voglio proprio vedere cosa faranno, chi studia all’estero voglio proprio vedere come si sentirà, chi ha imprese all’estero idem.

Mi hai deluso Inghilterra moltissimo, resto qui perchè ho tirato fuori gli artigli tempo fa e non li rimetto dentro, perchè non trovo giusto tutto ciò e perchè non sono inferiore a te, non sarò mai una tua serva e la testa non la chino!

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