Quanti ricordi una semplice foto di bottiglie di conserva di pomodoro fa riaffiorare…semplici ricordi di bambina, che restano e resteranno sempre nella testa. Mia nonna da santa Pugliese, quand’era fine Agosto con la sorellina Tonina e si mettevano in cucina con cassette e cassette di pomodoro. Mia nonna abitava a Roma in Prati, Via Caio Mario, ma era delle Puglie, Noci precisamente; io me la sono goduta poco, nonna, mio fratello molto di più, però entrambi siamo stati da lei in estate a scuola finita, ricordo l’ingresso delconserva portone, con il suo bel cortile, gli odori di cucinato di altre case, sembrava di entrare in un film in bianco e nero della Magnani. Il portiere di nome Secondo, nella sua guardiola sapeva i zzi di tutto il palazzo, ma è pure giusto, magari a riaverli i portieri nel palazzo io mi candiderei per il mio 🙂 La Signora Vizzaccaro dirimpettaia di nonna, anche lei del sud ma se non erro Campania, anche lei si metteva lì con nonna e zia a fare la conserva. Si entrava in casa, il corridoio lungo dava alla fine sulla cucina, a sinistra la scaffalatura coperta da una tenda, che faceva da dispensa, con bottiglie in fila. Il frigo anni 50, dritto a te, il mobile bianco, i vasetti con zucchero, caffe, e caramelle Rossana, la dispensa con i biscotti gentilini presi dal forno all’angolo, difronte al Mercato. il tavolo con il piano di formica, e le sedie con la spalliera curvata. La macchina del gas a sinistra, il lavandino a destra, la grande finestra e i suoi vasetti di erbette. L’odore della cucina di nonna ce l ho ancora in testa così come vederla con la sua vestaglietta blue a fiorellini, in inverno con un maglioncino sotto, in estate sbracciata e ora se chiudo gli occhi noto quanto mia madre, le cominci a somigliare ancora di più in vecchiaia;sempre in cucina con la zia a fare le orecchiette o i cavatelli, a fare le focacce pugliesi, i dolcetti al vincotto, le zucchine ripiene. Ecco le zucchine ripiene a me non piacevano da piccola, mi piacevano poche cose, andavo a latte e biscotti…bei tempi. Ce n’erano tanti di barattoli e bottiglie di conserva in quello scaffale; la si mangiava in inverno, quando magari nonna faceva il sughetto “semplice” con solo un pò di olio d’oliva e il cacio ricotta grattato….una delizia o perchè magari faceva le polpettine al sugo…poi purtroppo è finita la conserva, non ci sei stata più…che peccato! Era agosto, proprio di questo periodo avevo 8/9 anni piccola e capivo poco allora, l’ultima immagine di te è al Gemelli, con la masch
erina sul viso, avevi paura mi spaventassi…

Era tutto bello, semplice, facile, normale e delicato. La mia è stata un’infanzia serena, cara nonna Cecilia, quante cose sono cambiate e successe da allora, da quelle mattinate a fare salsa di pomodoro, la tua bontà la tua semplicità. Ecco se mai dovessi avere una figlia si chiamerà Cecilia Caterina Jole, le 3 donne più importanti della mia vita.

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