English Weather proverbs,sayings…and Drivers happy day

Did you take an umbrella with you today? Haven’t you heard the weather forecast? If you live in Great Britain you should do it almost every day. Why? The weather in Great Britain is very changeable. The sun in the morning can became rain, and rain can last the entire day…thinking if eventually will be better swap your car for an inflatable…cheaper and very useful!

One big lesson I have learned living in UK, on the coast, do not spend money in umbrella (ella ella eh eh), it is absolutely a non-sense investment; rather invest in a very good rain coat, possibly long – very long -, in a sturdy pair of galoshes, better known as wellington boots and hey oh hey oh you are ready.

Why not umbrella? because if you live on the coast normally the rain comes with an extreme strong wind so it really doesn’t matter if your umbrella is the size of a parasol, made in iron it will never ever last…you will find yourself fighting against the wind, against the rain, getting drench and desperate, struggling to keep it open, wondering and swearing on why on earth you have  decided to go out, ending up throwing in it away, seat on the floor and cry…while everyone around is ready to call the 911 – is the 911 in UK for emergency or 999?- asking for a psychiatric unit to come and collect you!

One of the proverbs saying “Rain before seven, fine before eleven” (rain before seven, clear by eleven) I am going to keep not one but both my eyes and see if it is true…because it was raining since 3am…yep I was already awake at that time…eyes wide open, listening to the rain, which I found relaxing IF I am at home, in bed or sitting on the sofa, watching tv!

  Red sky at night, sailor’s delight. Red sky in the morning, sailor take warning (shepherds).  I really didn’t check the sky last night before going to sleep, it was too cold, I was all wrapped up on the sofa like my cats, watching the last episode of Poldark – thanks to sky – and didn’t even went out for a fag – which mean it was very cold – the thing is I love cold weather, I love walking when it is minus something…not much in love with the rain dough.

So this morning I was waiting for the rain to calm down a little, to give me the chance to walk to the bus stop safely, my dog barked at me when she saw me  ready cause I did look alike the man on the moon!!! Uniform on, boots on, hat on, scarf on, rain coat, hoody on and sunglasses on (I do wear sunglasses with any kind of weather and when I chop onions) all ready, kiss goodbye to all the puppies – dog and cats – and to my love, lucky him it’s his day off and ready I am to adventure on the street…hoping that the drivers will no run on puddles and showered me!

Guess what, on a walking from home to the bus stop which it will take 5 minutes exactly they did it 3 times, I was ready for murder honestly; what it is your problem???? Other than driving too fast for the actual weather conditions, you can see the humongous puddle of water; you can see there is a bus stop and loads of people waiting, why instead of doing like all the others which avoided it you decide to go in creating a wave like Moses!!! why??? I really wished them  a good day and I meant it. I am arrived at work that I was squeaking while walking, went to the cloak room, went to the hand dryer and try to sort myself out!

Remember drivers, yes it is funny going with the car in a puddle we all did it, but for your own safety, be sure there is no one nearby because you are risking big time…big time. In Italian we say “uomo avvisato mezzo salvato” which sounds like Better safe than sorry or forewarned is forearmed.

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Dire, fare, pensare…

La pazienza è quella cosa che daje oggi, e daje domani, poi diventa un vaffanculo

Un tocco di classe, lo so ma spiega in pieno il mio pensiero! Come si fa?! Io sono una persona educata, gentile, dico sempre grazie, chiedo scusa, quando sbaglio, se sono in torto, sono una sgobbona, sono stata tirata su così e ci sta poco da fare. Non prendo scorciatoie, non metto i bastoni fra le ruote degli altri, non invidio, non voglio male. Non sono perfetta. Sono nervosa, so essere cattiva, so uccidere con le parole, poi mi pento, perchè mi rendo conto che è stato “lo scatto d’ira, l’amarezza del momento”.  Mi incazzo facile, magari ti dico le cose a brutto muso, ma poi basta, una volta detta per me finisce lì, non ci faccio romanzi, non rimugino. Non amo essere elogiata, sono tendenzialmente pessimista, vediamo se riesco a spiegare il concetto, per quel che riguarda il mio futuro lavorativo, sempre, da sempre. Quando passai il test in Senato non ci credevo e mi dicevo “non mi chiameranno mai”, ho lavorato 5 anni…poi è andata come è andata. E’ vero sbotto, mi incazzo, controllo con difficoltà la rabbia, dico quello che penso, nonostante abbia lavorato per 5 anni dispensando diplomazia da tutti i pori. Ecco cerco di non illudermi, dando per scontato che toccherà a me, stavolta tocca a me, mi sono fatta un doveroso mazzo, ho tenuto la testa giù…difficile, ma l’ho fatto. Ho dispensato sorrisi, positività è il mio turno. No non lo è, stai sempre un passo o due indietro,non sei tu, non sarai tu neanche questa volta, e tu lo sai, lo senti già e pensi e quindi?!?!?

Sorrido e vado avanti! ma con quale amarezza?! con quanta delusione, rabbia, veleno, quante prese per il culo, paese che vai usanza che trovi, non è vero affatto è più vero “tutto il mondo è paese” la meritocrazia non esiste, non è mai esistita e mai esisterà, invece una sorta di nepotisimo, anche senza relazione familiare, c’è, esiste, persiste. Sorrido e vado avanti, perchè il conto al tavolo arriva e io so aspettare, sono paziente…quando lo voglio!

Poi magari mi sbaglio, farnetico una domenica mattina, perchè mi sono alzata con le balle  girate, perchè sono stanca, ma c’è il sole fuori e l’aria è fresca! e allora meglio camminare e far passare il nervoso che pensare e rimuginare.

Positività, sorridi, non ti arrendere, non ti fasciare la testa prima che si rompa, non ti far venire il sangue amaro prima di sapere come andrà a finire….che altro?!

Riferire quello che era uno sfogo e pure personale è una bassezza che manco a li cani!

Però cari miei a daje a daje la pazienza diventa un vaffanculo! Soave e cristallino…prima o poi arriva!

La Conserva…

Quanti ricordi una semplice foto di bottiglie di conserva di pomodoro fa riaffiorare…semplici ricordi di bambina, che restano e resteranno sempre nella testa. Mia nonna da santa Pugliese, quand’era fine Agosto con la sorellina Tonina e si mettevano in cucina con cassette e cassette di pomodoro. Mia nonna abitava a Roma in Prati, Via Caio Mario, ma era delle Puglie, Noci precisamente; io me la sono goduta poco, nonna, mio fratello molto di più, però entrambi siamo stati da lei in estate a scuola finita, ricordo l’ingresso delconserva portone, con il suo bel cortile, gli odori di cucinato di altre case, sembrava di entrare in un film in bianco e nero della Magnani. Il portiere di nome Secondo, nella sua guardiola sapeva i zzi di tutto il palazzo, ma è pure giusto, magari a riaverli i portieri nel palazzo io mi candiderei per il mio 🙂 La Signora Vizzaccaro dirimpettaia di nonna, anche lei del sud ma se non erro Campania, anche lei si metteva lì con nonna e zia a fare la conserva. Si entrava in casa, il corridoio lungo dava alla fine sulla cucina, a sinistra la scaffalatura coperta da una tenda, che faceva da dispensa, con bottiglie in fila. Il frigo anni 50, dritto a te, il mobile bianco, i vasetti con zucchero, caffe, e caramelle Rossana, la dispensa con i biscotti gentilini presi dal forno all’angolo, difronte al Mercato. il tavolo con il piano di formica, e le sedie con la spalliera curvata. La macchina del gas a sinistra, il lavandino a destra, la grande finestra e i suoi vasetti di erbette. L’odore della cucina di nonna ce l ho ancora in testa così come vederla con la sua vestaglietta blue a fiorellini, in inverno con un maglioncino sotto, in estate sbracciata e ora se chiudo gli occhi noto quanto mia madre, le cominci a somigliare ancora di più in vecchiaia;sempre in cucina con la zia a fare le orecchiette o i cavatelli, a fare le focacce pugliesi, i dolcetti al vincotto, le zucchine ripiene. Ecco le zucchine ripiene a me non piacevano da piccola, mi piacevano poche cose, andavo a latte e biscotti…bei tempi. Ce n’erano tanti di barattoli e bottiglie di conserva in quello scaffale; la si mangiava in inverno, quando magari nonna faceva il sughetto “semplice” con solo un pò di olio d’oliva e il cacio ricotta grattato….una delizia o perchè magari faceva le polpettine al sugo…poi purtroppo è finita la conserva, non ci sei stata più…che peccato! Era agosto, proprio di questo periodo avevo 8/9 anni piccola e capivo poco allora, l’ultima immagine di te è al Gemelli, con la masch
erina sul viso, avevi paura mi spaventassi…

Era tutto bello, semplice, facile, normale e delicato. La mia è stata un’infanzia serena, cara nonna Cecilia, quante cose sono cambiate e successe da allora, da quelle mattinate a fare salsa di pomodoro, la tua bontà la tua semplicità. Ecco se mai dovessi avere una figlia si chiamerà Cecilia Caterina Jole, le 3 donne più importanti della mia vita.

La vita sognata degli altri – ma sarà vero? –

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Sorvolando il banale connubio social media/vita di tutti i giorni/vip e come se la passano spassano/ la pora Novella 2000, secondo me, ormai fatica e manco poco a stare ai tempi di oggi. Tra Facebook, Instagram, Snapchat, Youtube e chi più ne ha ne metta ormai sappiamo tutto, di tutti e di più. Ripenso alla battuta del mitico, per alcuni, film con Claudio Amendola “Amarsi un pò” dove il carissimo Mario Brega, che aveva un’edicola di giornali, diceva di sua moglie, alla vicina di casa “Ah signò a mi mojie la lasci stà che sa li cazzi de tutta Europa”; ecco mi mancano le belle “ciacione romane” di una volta, ci sono dei momenti in cui io mi sento moltissimo una bella “ciaciona romana” un pò per conformazione fisica e perchè quando mi gira sono un misto tra la Sora Lella  e Marione Brega! – che grandi perdite -.

Comunque tornando a noi e tenendo d’occhio l’orologio sul muro, che dovrei essere a vestirmi per andare a lavoro, invece son qui…dicevo La vita sognata delgi altri, visto che adesso possiamo seguire tutti o più o meno tutti, possiamo vedere come se la passano, come vivono, in quanto lusso, ci sono i criticoni, quelli che hanno da ridire su ogni foto il vip o figliolo di imprenditore mette, c’è chi si sente sempre in dover di dire “seguimi ti prego” ma perchè? Cosa te ne fai di avere Tiziovip o Tiziavip sul tuo account instagram come amico? Ti fai figo con gli amici dicendo “oddioooooooooo mi segueeeeeeee” boh io non vi capisco. Seguo delle persone famose o comunque famose magari per i genitori,  ma le seguo in silenzio, non metto neanche i cuoricini, guardo, guardo e mi chiedo ma perchè li guardo? Solo mera curiosità di vedere come passano le vacanze, a quanti matrimoni di altri amici benestanti/altolocati sono andati, per vedere le loro belle case perchè??? Perchè li/le seguo? Boh! mica lo so o meglio mi piace vedere sì il loro stile di vita, perchè mi piace il bello, mi piacciono le case con un certo tipo di arredamento, mi piacciono i tessuti di un discreto calibro, mi piace l’antiquariato, mi piace vedere i loro vestiti di Valentino o Luisa Beccaria, perchè sarebbero quelli che mi comprerei io se, in primis rientrassi nelle taglie da fame, secondo avessi tanto da spende. Non li guardo per invidia, non li guardo per commentare cose cattive, li guardo così come compro nei negozi di antiquariato – devo cominciare a darmi un freno – album di foto antiche, appartenuti a qualcuno che hanno una storia, che hanno vite dietro, che con il “clear out” delle case, i parenti superstiti, non si curano e danno via perchè non sono gioielli, non sono preziosi, sono foto, per me invece quelle foto sono vita. Tra i tanti ne ho persino uno, lo so un tantino macabro, di foto dei morti eh ohhhhhhhhhhh che ci posso fare ai tempi lo facevano, anche in Italia.

Seguo figli di industriali famosi, a loro volta sposati con figli di qualche altro tizio famoso, tutti sempre molto belli, molto magri, le vacanze a Forte dei Marmi, la Sicilia, Formentera, e poi l’alta montagna. Ecco potrei mettermi a scrivere di destinazioni turistiche dei ricchi, perchè nonostante tutto vanno tutti e dico tutti negli stessi posti, perchè? Ah seguo anche blasonati inglesi, vivendo in UK è un passatempo divertente, che viaggiano Ryanair, e vivono in case che Downton Abbey potrebbe essere il gazebo di casa loro, tanto per farvi capire. Donne con nomi e cognomi di un certo rilievo che quando scrivono fra una parola in perfetto “english” ci infilano un f@#k, c@#t e quant’altro proprio come noi, l’unica differenza loro lo fanno da un bellissimo divano in tessuto damascato, o con in mano la loro mini Chloè bag piuttosto che altro.

Degli altisonanti inglesi osservo sempre, anche in questo caso, arredi, tendaggi, porcellane, disposizione di fiori e frutta…ho un grave problema credo.

Ore 07:20 – ahhhhh mi devo andare a vestire cerco di concludere anche se avrei avuto ancora da blaterare…

Dicevo “La vita sognata degli altri ” per quel che mi riguarda onestamente sì per alcune cose, le case, gli arredi, i tessuti preziosi, le porcellane fantastiche, le distese di verde fuori dalle loro case di campagna – che sono sempre delle gran tenute – i cavalli, i tanti cani, la libertà una certa libertà che il loro status gli offre. Per il resto sono felice con il mio piccolo mondo, non mi mancano i soldi, certo non ne ho a palate come loro, magari ci penso su prima di investire centinai di soldi in una borsa, ora che son diventata saggia e non vivo più con mamma e papà. Ma amo la mia vita, con il mio compagno il nostro cane e i nostri gatti, viviamo, non ci manca nulla, non dobbiamo pensare a mille sacrifici da fare, quindi la sogno io la vita degli altri? Sogno alcune delle loro cose materiali sì, ma l’ansia della perfezione no quella non mi manca proprio!

 

Finchè morte non ci separi. Amen

Ho 38 anni e non sono ancora in grado di tollerare la morte, sempre che ci sia un’età in cui si riesce a gestirla in qualche modo. Ti svegli la mattina e come accendi la televisione, non c’è un giorno in cui non si parli di una strage, di un attentato, di un incidente, di una qualche donna ammazzata per amore, storie tutte distanti da te, che ti fanno pensare, ti fanno piangere, ti fanno incazzare, poi dopo un pò passa. Ci sono delle morti che mi restano in testa più di altre, per la loro crudezza, per la sofferenza subita, le leggo e immagino il dolore, la paura, la paura ecco quella dei momenti in cui non sai che fare, quella paura che fortunatamente ho incontrato solo nei miei incubi e ne faccio di incubi,  la velocità con cui si passa da vivi a morti e quelle completamente assurde.

Malattie che pensi nel 2016 si possano sconfiggere e invece no, quella malattia subdola che ti fa sperare di guarire, perchè recede e poi ritorna e quando ritorna si sa come va poi a finire. Qualcuno che è entrato a far parte della tua vita, non è famiglia, non puoi chiamarlo amico/amica, è una conoscenza ma una conoscenza che comunque ha lasciato un segno e allora pensi al dolore che la sua famiglia sta vivendo e vivrà nei giorni e mesi futuri e pensi…pensi e speri egoisticamente che a te non accada, che chiunque dei tuoi cari debba morire che sia nel sonno, nel sonno sì il modo più dolce ed indolore, perchè la sofferenza è forse quella la cosa che ci fa più male, sapere che la persona a noi cara soffra e non possiamo fare nulla e invece sembra che manco questa opzione ci viene concessa.

Il vuoto, l’assenza, la mancanza di poter dire “senti ma dove ho messo….” la quotidianità che spesso tanto ci spaventa da oggi non si avrà più il tempo di dire o fare niente, passare il resto dei tuoi giorni fin quando ci si rivede senza poter parlare, discuture, bere un caffè con quella persona…la famosa eternità!

Impressioni di Giugno – 24/06/16 – una logorroica visione della vita in UK –

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Il 23 Giugno sono andata a letto ignara, sperando che l’inevitabile non accadesse; nonostante dentro di me sapessi già l’esito e non perchè io sia una grandissima esperta di politica internazionale ma semplicemente perchè ho visto e sentito gente parlare che sembra di essere tornati indietro alla propaganda Nazionalsocialista Tedesca….che conosciamo tutti.Sono gli stranieri che ci rubano il lavoro, frase che da italiana ho sentito tante volte nei confronti degli stranieri, perchè gli immigrati, anche se europei, vengono qui e non c’è più posto per i nostri figli nelle scuole, perchè vengono qui e campano di sussidio senza lavorare, perchè vengono qui e dobbiamo trattarli come noi MA LORO NON SONO BRITISH. No perchè qui è prerogativa, peggio delle 7 generazioni romane, di essere PROUD BRITISH, che spesso, purtroppo, molto spesso equivale ad essere di piccole vedute, di classe proletaria, che sia ben chiaro non è un offesa essere proletari, di non aver studiato e ampliato le proprie vedute, di credere che lo straniero sia portatore sano di disgrazia e malattia. Spesso questi Proud British con bandiera fuori, un pò come i loro cugini americani, sono quelli che campano con i benefit, dal sussidio di disoccupazione all’housing, quelli che vivono nelle case del council, quelli che cominciano a procreare come conigli dalla giovanissima età fino alla fine dell’età ovulativa. Sono quelli che mangiano take away cinese, indiano, thai, quelli che magari vanno in vacanza a Magaluf, meglio nota come Shagaluf, perchè il sesso facile è pane quotidiano, certo in questo mazzo di bei fiori ci sono anche alcuni inglesi benestanti, quelli che magari ancora portano i fiori al poro Enrico VIII, perchè purtroppo anche chi ha potuto studiare, ha viaggiato è ricco di famiglia può essere decisamente un come si definiscono qui un “chavs”.

Detto ciò cominciamo con un altro preambolo, spero meno lungo; una cronostoria va

1996 – 18 anni, primo viaggio da sola con la mia amica/sorella Veronica 4 settimane in Uk precisamente Hastings, per studiare inglese. MI INNAMORAI DELLA GRAN BRETAGNA.

1997 – 19 anni, secondo viaggio con Veronica destinazione Londra, Imperial College, campus, inglese, divertimento, studio, uscite, camminate,

1998-2006 Inghilterra sempre quando potevo, fosse stato per celebrare il mio compleanno, per passare una settimana con sista Fla, che fosse per andare a fare il classico shopping pre natalizio. Inghilterra, Inghilterra sempre e comunque.

2007 – giorni nostri Mi sono trasferita, è cominciata una nuova vita, fatta di tanti momenti di sconforto, di sole, di disperazione e solitudine, ma anche di allegria, di scoperte nuove, di indipendenza.

Il mio amore per questa Isola, nasce per la passione per il freddo, più freddo è più io sono felice, ho sbagliato meta…, perchè c’è il rispetto delle cose più stupide la fila, il semaforo, le strisce pedonali. Perchè amo Bettina e Pilippo, perchè non importa se non hai i jeans di marca, le scarpe da deficiente della Hogan o il giaccone della Puetery o cosa accidenti vada di moda oggi giorno. No qui vanno di moda i Top Shop, Next, New Look, H&M tutte catene di negozi che hanno vestiti dozzinali, che rivedrai addosso al prossimo eppure molti italiani vengono qui per comprare, ignorando boutique più particolari ma va bene cosi meno gente le conosce meglio è.

Qui ti hanno fatto credere il che il melting pot  di razze, usi, costumi, gusti e scelte sessuali fosse il benvenuto, che qui se vai vestito da punk o goth nessuno ti indica, forse sì se vivi a Londra, ma qui la paura del diverso c’è e come ed è ben radicata, anche se a volte nascosta dai finti “are you ok honey? see you later love, you are right MATE” io non sono il mate l’honey di nessuno, perchè appena giro le spalle vi piacerebbe assestare la coltellata. Perchè il meltng pot va bene per la cena dal Nepalese, per la birra con l’amico ma poi ohh mi raccomando a due passi da me, i am briish!

Io mi sono trasferita qui nel 2007 perchè tanto ero infatuata, tanto mi piaceva che volevo provare a tutti i costi. Io dovevo provare immaginando una vita alla Notting Hill o Love Actually o qualsiasi altro bel film romantico inglese. Io la mia Londra stile South Kensington, Notting Hill e tutta la parte posh, l’ho vissuta quando sono venuta in vacanza. Nella realtà dei fatti per vivere in quelle zone devi essere un millionaire, non basta lavorare in banca e poi ci sono zone altrettanto belle dove vivere; pechè Londra non è solo le zone ormai ultra conosciute e bazzicate da tutti i turisti, Londra è quelle zone che solo se vivi qui puoi conoscere, quelle dove non ci trovi l’italiano medio, e che ti godi solo tu

Dicevo mi sono trasferita nel 2007 dopo aver lavorato per ben 5 anni al Senato (al senato???? tu hai lasciato nblalblalblablabla) sì ho lasciato perchè era un lavoro precario, perchè non mi avevano rinnovato più il contratto, perchè ero andata sulle balle a qualcuno in alto perchè io la testa la chino poco! Fatto sta che decido, ne parlo con i miei, mia madre dice che è ora che provi e andai. Non avevo previsto un tempo di permanenza, non avevo pensato si sarebbe trasformato in 10 anni ma qui ho stabilito la mia vita; mi manca casa, mi mancano gli amici, mi sento in colpa nei confronti dei miei genitori, ho paura che possa succedere loro qualcosa e io non sia lì. Questa è la mia più grande angoscia, rischiare di perdere i miei genitori e non fare in tempo a dire ciao, ad abbracciarli, a confortarli, loroche per me hanno fatto tutto.

Il primo anno ho studiato, non ho fatto altro, non mi sono mischiata con altri italiani, ho studiato e basta, migliorando e sai quando si capisce che si possiedono i requisiti che ci si è inseriti, non soltanto quando pensi in inglese (o altra lingua) ma quando riesci a scrivere appunti quasi stenografando e seguire lunghe lezioni all’Università; quando riesci a parlare al telefono e quando riesci a litigare con qualcuno e il tuo inglese è perfetto!

Studiavo e studiavo ma volevo un lavoretto, così me ne sono trovata uno nel fine settimana, che è poi quello che ti consigliano quando studi, in un centro estivo, niente di che ma mi bastava quel che guadagnavo era il 2008, la recessione era alle porte, il lavoro era alla fine perchè stagionale e qui il dilemma, ho un affitto da pagare se non trovo altro faccio i bagagli e vado via. Faccio domanda per ogni lavoro, dal pulire per terra, alla segretaria, al lavoro al cambio. Vengo chiamata per tutti, faccio colloqui e un pomeriggio in attesa del bus, il cellulare squilla Donna mi dice che sì mi offrono il lavoro ma non da Manager visto che non avevo esperienza ma Money Advisor…ci sto zompo di gioia, veramente, felice come una Pasqua. Avrei cominciato l’8 Dicembre il giorno dopo il mio copleanno, era un segno.

Sono 10 anni, quasi, che lavoro per la Travelex, ho un contratto a tempo indeterminato, ho i contributi pagati per la pensione, ho l’assicurazione, ho tanti benefit che scaturiscono da questo lavoro, che sì a volte è monotono, ma vivo, viaggio, mi godo la vita non mi manca nulla, non mi faccio mancare nulla! L’ho trovato da me, sono andata avanti in questo lavoro solo grazie a me, senza chinare il capo, senza dover dire grazie a nessuno, per me vale più di qualsiasi cosa. Quante volte mi sono sentita dire al lavoro scherzando, chi più chi meno, “ohhhhh you bloody foreigner, here stealing our job” anche nel posto di lavoro, perchè il mio inglese ha ovviamente un accento. A seconda di come mi alzavo la mattina potevo non rispondere e sorridevo oppure rispondevo azzittandoli perchè sono facili a queste battute del zzo però se poi gli fai notare che non hanno mai mosso il culo, che non sanno parlare altre lingue, che non si sono mai saputi adattare ad altro stile di vita fanno pippa!

Si parla di uscire dall’Europa, ti viene consigliato di richiedere la cittadinanza britannica, puoi sei stata qui per 10 anni, ne hai tutto il diritto e lo farai e rimandi rimandi, perchè pensi non ce ne sia bisogno, perchè costa tanto, perchè credi che questo brusio sul vole uscire resti tale e invece poi viene fissata una data, la gente va a votare tu pensi che il giorno dopo ti svegliarai con il ghigno della vittoria del NO ovviamente, invece il 24 mattina ti svegli, fai il caffè, accendi la tv e vedi LEAVE WON, United Kingdom out fo Europe, Brexit WON, Cameron Resigned….e dici wtf? e piangi, ma piangi, che te ne rendi conto e dici ma perchè piango così e non lo puoi controllare, avevo singhiozzato così solo alla scoperta della morte della povera Lady Diana, nel 97 di ritorno da Londra. Piangi e pensi oddio e ora? dovrò avere una Visa per lavorare, ma ora che vado a casa per le vacanze quando rientrerò dovrò passare per l’immigrazione? mi faranno rientare? DELUSIONE, tanta, RABBIA tantissima, perchè questo altro non è che un segno di RAZZISMO, la paura del diverso, del non BRITISH, perchè è colpa degli immigrati se va tutto male, se il NHS va male e fa schifo, in parte, se ci sono scioperi, se catene di negozi chiudono perchè vanno a zampe all’aria. Perchè gli stranieri vengono qui e vivono di benefit e non è giusto solo gli INGLESI POSSONO E DEVONO VOI NO! voi siete stranieri! perchè mamma mia arrivano li turchi….mamma li turchi!!!!!

Brexit ci sono solo due punti che sostengo:

1 – Non trovo giusto che gli stranieri con figli residenti nel paese di origine siano beneficiari del child benefit, questo perchè il child benefit viene pagato perchè un bambino può ammalarsi di punto in bianco e il genitore non può andare al lavoro, per i vari half term che ci sono in questo paese, che richiedono la presenza di un genitore a casa, per avere un orario ridotto di lavoro e per avere le tasse ridotte per questo viene pagato se tuo figlio vive in Romani per esempio e tu in Inghilterra, bhè non hai diritto al child benefit è un abuso!non c’è la necessità per te di assentarti dal lavoro, avere l’orario lavorativo ridotto perchè tuo figlio non è presente in loco.

2 – Venire qui per campare di benefit…ecco no, non mi piace sta cosa, visto che con le mie tasse io finanzio te che non fai una benemerita e stai seduto in panciolle a giocare con PS4. Non puoi venire qui, non aver mai contribuito e pretendere, a me le pretese me danno fastidio a prescindere, ma questo vale anche per gli inglesi, perchè io finanzio anche loro e come detto precedentemente qua ci sono famgile che per generazione non fanno niente e campano di benefit…ma qui l’errore sta a monte, il governo assistenzialista che ha dato loro questa opportunità e ora non ne vogliono sapere di vivere senza.

Brexit: Ci sono rimasta male, malissimo, perchè la politica di Farage e Jhonson è incentrata sull’odio razziale, vogliono adottare il sistema Australiano per chi da oggi in poi volesse venire a studiare o vivere qui, ma è ovviamente impossibile, perchè se non vivi di già qui non puoi trovare lavoro così, perchè è ovvio che se adesso le condizioni economico lavorative cambieranno un’azienda ci penserà due volte prima di assumere uno straniero anche se europeo. Non mi fido, non mi fido delle promesse di due razzisti, quando questi due anni finiranno potranno cambiare la legge chi me lo garantisce che non cominceranno con le espulsioni??? L’unica nota ilare è che da ora in poi sono immigrati anche loro, tutti quelli che hanno case all’estero voglio proprio vedere cosa faranno, chi studia all’estero voglio proprio vedere come si sentirà, chi ha imprese all’estero idem.

Mi hai deluso Inghilterra moltissimo, resto qui perchè ho tirato fuori gli artigli tempo fa e non li rimetto dentro, perchè non trovo giusto tutto ciò e perchè non sono inferiore a te, non sarò mai una tua serva e la testa non la chino!

Up and down

Non sai mai come finirà o inizierà una giornata. Magari dai tutto per scontato, quando invece non lo é. Magari vai al letto imbronciato e lo sei anche il giorno dopo e quello ancora. I silenzi si depositano come neve…sembra bello in apparenza ma non lo è. Quella soffice si ghiaccia e si indurisce, poi il sole la scioglie e sotto non c’è altro che fanghiglia. Non c’è il prato verde o le margherite. Solo fango sotto altro fango…era meglio la neve? Chi lo sa! Il sole,il vento sembra tutto bello ma tutto il bello che c’è non sono abbastanza…per nascondere il fango.

The Sun

I was watching the sun and the sea yesterday from Brighton’s Pier and I was thinking somenthing and then while I was at home and we were watching Rick Stein’s Long weekend in Bordeaux even more I realized that I cannot wait for  our holiday, cannot wait to cross the Channel and drive and stop somewhere for sleeping and eat and just relax!

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Ricotta, apples and chocolate bundt

I am not a food blogger although  sometimes i do dream about it. Me in a wonderful super high tech kitchen with a touch of old style of course, cause I do love “aga’s and range cookers” but I would love to have an eye level oven like in British bake off which the door slide down and you don’t burn yourself, like I normally do. I would love to have Ina Garten kitchen, with all that appliances, utensils, crockeries, pans and pots ohh just divine or a Mary Berry one very english country side, elegant and just the right place to spend time when you want to relax or you have your girl-friends around. I would like to say I like even Nigella kitchen but because I found Nigella a bit to cahotic and not exactly a good “chef” even if she never said to be one, is the reason why she is not in my “Kitchen dreams”and I dislike her, because I bought one of her books and decided to follow just once one of her recipe to bake brownie what a big mistake and what a waste of ingridients that day.

Anyway I am not here to give a lecture about Nigella or anyone else but just talking about my Saturday baking session.

I have been poorly with flu so I know I shouldn’t have baked, simply because when you are sick nothing comes out well made, but was my day off too and I was feeling rather happy and better so I checked in my kitchen I had enough apples, I checked in the cupboard if I had enough flour and yes I had, found some chocolate left over from another recipe, in the fridge I had enough eggs and a pot of ricotta that need to be used before the expiring date…so I though let’s bake.

Ingridients:

  • 400 gr self-raising flour
  • 4 eggs
  • 1 and 1/2 teaspoons baking powder
  • a pinch of salt
  • 400 gr of apples – but honestly I just picked up 5 of my small apples or if biggers use just 3
  • 350 gr of granulated sugar
  • 100 gr of milk to use just if you think the batter is  not smooth enough
  • finely grated rind of 2 lemons
  • 250 gr of ricotta
  • optional 120ml of sunflower oil, but even less to be sure the cake will be moist

Preparation time: about 20 minutes
Cooking time: about 45-50 minutes

Pre-heat the oven to 160°C/325°F/Gas 3.

In a mixer bowl of a stand mixer, whisk the eggs, sugar and lemon rind until the mixture is pale yellow, thiick and forms a ribbon.

Once you have this lovely fluffy mixture, change from the wisk attachment to the paddle or K one and add the ricotta, wisking on a medium speed,  once the ricotta is well mixed reduce a bit more the speed of the mixer and start adding 2 tbsp at the time the flour with the baking powder. If you notice that is getting to dense add a bit of the milk and the vegetable oil.

Once it is all wel combined is time to add your chopped apples and the chocolate, with a wooden spoon make sure that all the apples are coated with the sponge mixture.

Grease with butter you bundt,take a small handful or spoonful of flour and dust lightly around the inside of the greased tin. Turn upside down over your kitchen work surface and knock gently to remove any excess flour. I am pretty sure I don’t have to write this passage but like any food blogger I will. 🙂

Spoon the mixture in the tin, level up and shake the tin and then put in your preheated oven for 45/50 minutes or until the cake skewer will come out clean. I personally noticed that if I put my old gas oven on 4 or even lower ok, it will takes twice the time to cook, but it will be absolutely perfect, not to dakr to the toop and not uncooked sponge inside.

When the cake is cooled enough, if you can wait that long, cut a slice and enjoy your afternoon either with tea or chocolate or cofee.wp-1454771190391.jpg

Sabato day off

Di solito quando era il mio giorno off cercavo in ogni modo di organizzare qualcosa da fare per me stessa,perché solitamente quando ero off ero pure da sola,guarda caso…ma non era un problema enorme,anzi mi facevo i fatti miei,mi rilassavo e andava bene, certo alcune volte mi sarebbe piaciuto non esserlo peró amen…mi divertivo comunque.
Ora quando sono off quando Mr G. finisce mi manda sempre un sms “do we need anything at home? Do you want to go out in town for a coffee and a walk?” spesso rispondo si, ma spesso é no, perché mi piace aspettarti a casa, preparare la moka e per esempio, come oggi, persino una Apple cake. Mi piace prendermi cura di te, mi piace aspettarti e non é un peso, restare a casa adesso mi piace!

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